Morta investita dall'ambulanza, autista condannato a un anno

L'8 aprile 2017 Anna Fabbri, 13 anni, stava attraversando l'incrocio in corso Giovecca. L'uomo al volante non è riuscito a evitare l'impatto

FERRARA. Un anno di condanna, condizionale e sospensione della pena e della patente per un anno: questa la sentenza decisa dal giudice Carlo Negri oggi (martedì 15 ottobre) per Andrea Masini, autista volontario di un’ambulanza che investì e uccise, all’incrocio tra corso Giovecca e Ugo Bassi, Anna Fabbri, ragazzina di 13 anni che stava attraversando l’incrocio in sella alla bicicletta, con il semaforo verde per pedoni. Era l’8 aprile 2017, l’ambulanza era appena uscita dal posto di soccorso del vecchio Sant’Anna, in Corso Giovecca, per un’emergenza (un codice rosso per un anziano con cardiopatie) e si accingeva a superare l’incrocio con il semaforo rosso.

Una nuvola di palloncini per l'ultimo saluto alla giovane Anna

Secondo la perizia del giudice, l’ambulanza viaggiava ai 62 km orari, aveva il rosso, scartò le auto in coda, superando la linea della mezzeria, colpendo la ragazza con la parte anteriore destra del mezzo  e l’impatto avvenne ai 43 km/h: secondo il perito (Simoncini, superpartes per il giudice) se l’autista avesse rallentato, ai 28/30 km/h l’incidente si sarebbe evitato. Sarebbe bastato dunque ridurre e la velocità di poco e tardare l’intervento di emergenza di pochi secondi, per non investire la piccola Anna.

Un ciliegio in memoria di Anna

Oggi il processo (svolto col rito abbreviato) ha visto l’accusa (pm Ciro Alberto  Savino) chiedere la stessa pena inflitta (ridotta a un anno per il rito e per una sorta di concorso di colpa della ragazzina, di cui si dovranno leggere le motivazioni in sentenza), quindi l’avvocato Carmelo Marcello per la famiglia Fabbri ha ribadito la assoluta responsabilità dell’autista, mentre l’avvocato Carlo Bergamasco ha eccepito che non vi fosse nessuna colpa nè imprudenza dell’autista che era in un servizio di emergenza e già annuncia ricorso in appello.

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