A Copparo skater restano senza parco: «Chiudere non è la risposta»

Il parco di Villa Zardi è chiuso da due settimane: sale il disagio per i frequentatori. Nardini: serve una soluzione costruttiva, pronti al dialogo con l’amministrazione

COPPARO. Ci sono diverse rivoluzioni che sono cominciate per molto meno. E con meno sostenitori decisamente arrabbiati. Lo scorso primo ottobre è scattata la chiusura della giostrina, delle altalene e dello skatepark del parco di Villa Zardi, perché considerati irregolari e pericolosi.

Il parco del cuore

I tanti frequentatori del parco, in particolare gli skaters, non l’hanno presa bene e sono inferociti. Nei giorni scorsi i giovani copparesi, diverse mamme che lì portano i figli a giocare, si sono rivolti alla Nuova per segnalare il problema. Al di là delle considerazioni pratiche, quando si parla del parco giochi di una comunità, andrebbero fatte anche considerazioni sentimentali; quello di Villa Zardi è per molti un luogo dell’anima e vederlo chiuso senza se e senza ma è stato per molti un colpo al cuore. Per Marco Nardini, ex presidente del Palio di Copparo, certe scelte «sono assolutamente inspiegabili. Certo - afferma - possono esserci problemi, migliorìe da apportare, ma il parco è un punto di incontro e non può essere chiuso così. Non può essere questa la risoluzione del problema, serve un progetto, un piano d’azione».

Gli ultimi controlli e valutazioni dello stato di sicurezza della doppia rampa dello skatepark risalgono a qualche anno fa e fu proprio Nardini a realizzarlo.

Servono soluzioni

«La nuova amministrazione, davanti a problemi legati al tempo e all’usura ha solo una risposta: chiudere il parco. Non può essere questa la risposta. Ora - sottolinea - tanti ragazzi si trovano a piedi, non hanno più possibilità di svago».

Il parco è frequentatissimo. A Copparo sono tanti i giovani skater ed il fatto di non poter utilizzare lo spazio a loro adibito rappresenta un disagio. «Qui c’è una ragazza - prosegue nel racconto - , che si chiama Miriam Zanella; insegna ai ragazzi lo skate. Miriam è al 5º posto del ranking italiano di questo sport. Nel 2020 ci sarà per la prima volta lo skateboard alle Olimpiadi. Se si chiude, si toglie anche a lei una possibilità di andarci, o la si rende difficilissima. Serve un progetto alternativo, serve dialogo. Qui ci sono tanti ragazzi che si dicono disponibili al coinvolgimento per mantenere la struttura».

Manca dialogo

Secondo Nardini, i tanti giovani e le loro famiglie la chiusura non può essere una soluzione. Innanzitutto serve capire quali interventi occorrono e poi, occorre un dialogo concreto e costruttivo con l’amministrazione comunale copparese. «Abbiamo chiesto al Comune spiegazioni, però non abbiamo ricevuto nemmeno una risposta. Serve dialogo se si vogliono migliorare le cose. Al momento, mi riferiscono i ragazzi, l’unica comunicazione arrivata dice che la struttura sarà smontata e trasferita altrove, probabilmente a Ferrara. È questa la risposta? No, non può esserlo».

Arrabbiate anche le mamme, per la chiusura delle giostrine e delle altalene per i più piccoli, quando, probabilmente, erano sufficienti pochi interventi per rendere tutto sicuro. —

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