Niente bancomat per un caffè, baristi in rivolta: diciamo sì alle carte ma senza commissioni

Con il nuovo Decreto fiscale spuntano multe pesanti se non si permette l'uso del Pos ai clienti, ma molti commercianti ne sono ancora sprovvisti: "Ci rimettiamo con questi pagamenti"

Ferrara. C’è chi già ce l’ha, ma sulle piccole somme opta per la via della contrattazione; c’è chi espone nei pressi del registratore di cassa cartelli “informativi” del tipo «Pos sopra i 10 euro», «per le marche da bollo solo contanti» o proprio «no bancomat»; e c’è anche chi il Pos non l’ha mai avuto. Tutti però guardano con apprensione alla novità introdotta dal Decreto Fiscale, collegato alla legge di Bilancio 2020, che introduce l’obbligo per i commercianti di dotarsi del Pos e multe per chi non dovesse permetterne l’utilizzo, per qualunque somma, al cliente; si parla di una sanzione di 30 euro più un’aggiunta del 4% del valore della transazione negata al cliente. E sarà proprio quest’ultimo a dover denunciare al Prefetto la violazione.

Torna così in auge un tema di “vecchia data”, del 2012 precisamente, quando un decreto legge del Governo Monti rese di fatto obbligatorio il Pos; mancavano però decreti attuativi sulle eventuali sanzioni. Furono previste dalla Legge di Stabilità del 2016 quelle che avrebbero colpito i commercianti inadempienti e fino a 30 euro, e a giugno 2018 il Consiglio di Stato bloccò le sanzioni Pos. Che ritorna ora nella Manovra 2020, fra volontà di pagamenti tracciabili, lotta all’evasione e riduzioni dei contanti. E non che i commercianti vogliano mettersi di traverso, «sarebbe anche più sicuro», dicono, «ma è necessario prevedere adeguamenti delle commissioni bancarie sul Pos».


le reazioni

Ancora “banco libero” al Condor Caffè di via San Romano 123: «Non abbiamo il Pos - raccontano i titolari - ci sarebbe da rimetterci. Vendiamo caffè da 1 euro, biglietti dell’autobus, ricariche per il cellulare e pacchetti di sigarette... con la commissione sul Pos si lavora per niente e si fallisce. Ci vorrebbe - suggeriscono - un Pos senza commissioni e certe categorie dovrebbero essere escluse oppure dovremmo chiudere il negozio perché lavoreremmo per niente. La commissione su un caffè da un euro? Tanto vale regalarlo, non è per cattiveria ma per la vita della nostra attività. Ma se non avessimo la commissione allora saremmo d’accordo, anzi sarebbe anche meglio perché saremmo più sicuri senza contanti, anche in caso di furti o rapine». E preoccupati sono anche alla Cartoleria di via Scienze, dove comunque il Pos è già sul banco: «sono d’accordo sull’uso del bancomat ma le commissioni dovrebbero costare meno, anche perché c’è da pagare chi gestisce il Pos, poi la banca... e alla fine cosa ci si guadagna? E la situazione potrebbe essere anche peggiore che per bar o tabaccai perché qua vendiamo anche penne da quaranta centesimi». «Si va sempre a colpire i piccoli - sono le considerazioni di alcuni clienti - ma la trasparenza si fa sulle grandi somme, e tutti questi controlli sono troppo stretti per una democrazia». La Cartoleria comunque al momento è “flessibile”, «se viene qualcuno che non ha contanti faccio usare il Pos anche per piccole somme, ma penso non sia una prassi giusta. Non siamo noi che rubiamo». Il parere è lo stesso anche alla Yogurteria di via Mazzini: «bisognerebbe stabilire dei limiti. Per esempio si dovrebbe poter usare il Pos al di sopra dei venti euro, perché usarlo costa e qua vendiamo bottiglie d’acqua, yogurt e su questi beni va tutto in commissione. La vita è complicata, viene voglia di chiudere. Saranno i clienti a denunciare? Allora bisogna proprio abbassare le saracinesche».

«Per le tabaccherie il Pos è davvero sfavorevole - raccontano da via Mazzini, dove è possibile pagare col bancomat ad esclusione delle marche da bollo, dice un cartello - qualcuno chiede di usare il Pos anche per piccole cifre... per ora cerchiamo di metterci d’accordo, se vogliono un pacchetto di sigarette cerco di venderne di più».

bar &tabacchi

Al Bar di via Mazzini 57 il Pos lo usano e anche per il caffè: «siamo in una zona di passaggio e ci sono tanti turisti che spesso non hanno contanti e chiedono di poter pagare con il bancomat. Noi facciamo pagare con il Pos anche il caffè di un euro, ma resta il fatto che la commissione pesa: un euro il caffè, la transazione va da 6 a 8 centesimi, considerando che il costo di produzione del caffè è già di quaranta centesimi, invece che sessanta con la transazione ne guadagno ancora meno. Molti ora però usano l’app Satispay, che non ha transazioni ». Il Pos sarà poi una completa novità per il Bar Nuovo di piazza Trento Trieste: «al momento non lo abbiamo ma è giusto se il servizio non costa troppo. Qualcuno a volte ci chiede di pagare col Pos, poi con la scusa di andare al bancomat, se ne va proprio». Avversione totale al Pos la manifesta il bar Aroldo di via Cortevecchia, che alla cassa ha affisso un bel «no bancomat», ma che in vista del 2020 e delle nuove norme si adeguerà «ma è una cosa vergognosa», e anche la Macelleria di fronte: alla cassa su un cartoncino giallo si legge «Pos sopra i 10 euro». —

Giovanna Corrieri

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