Carice, la ripartenza dopo Sondrio condizionata da un doppio “caso”

Cda della banca destinato allo scioglimento se i valtellinesi si dimettono. E la Fondazione è in proroga

Il no della Bce alla fusione tra PopSondrio e Caricento, anche per il momento in cui è arrivato, rischia di dare una stretta ai nodi già presenti nella governance della banca e della Fondazione, proprio quando ci sarebbe bisogno di segnali di stabilità e scelte rapide. E si rafforza la voce di chi chiede un intervento di Bankitalia.

La prima questione è innescata proprio dal forzato abbandono da parte di Popsondrio dell’accordo che avrebbe portato subito il 51% della banca centese in mani valtellinesi. In vista di questo scenario, che era stato suggellato nell’accordo finale (salvo autorizzazioni, appunto) del marzo scorso, a fine maggio la Fondazione aveva inserito nella propria lista del nuovo Cda quattro rappresentanti valtellinesi. Due di loro si sono subito dimessi per «motivi tecnici», venendo sostituiti per cooptazione. Nel Cda di Caricento restano due esponenti di Sondrio, Fabio Cereghini e Annibale Morelli, quest’ultimo nominato presidente, che a rigor di logica dovrebbero a loro volta dimettersi già nei prossimi giorni. In questo caso, però, rimarrebbero in carica solo tre consiglieri nominati direttamente dall’assemblea, su sette, e l’obbligo di garantire sempre la maggioranza dell’organo in mano a rappresentanti diretti dei soci non sarebbe rispettato.


nodi e scenari

Questo scenario porta dritti alla decadenza del Cda, la convocazione di una nuova assemblea e la nomina di amministratori “in toto” centesi.

E qui si tocca con mano il secondo nodo di questa congiuntura particolare. Il Cda della Fondazione, al quale spetta l’indicazione degli amministratori della banca, è in prorogatio, in quanto il rinnovo alla naturale scadenza del luglio scorso è stato bloccato da esigenze di allineamento del regolamento delle nomine alle disposizioni del protocollo Acri-Mef. In particolare, il protocollo prevede tra l’altro «quote di genere» e non solamente «la presenza del genere meno rappresentato», come da attuale Statuto della Fondazione.

bankitalia

Può un Cda in prorogatio svolgere appieno i suoi compiti nei confronti della controllata? A nutrire molti dubbi sono i Piccoli azionisti di Caricento, «sono interrogativi che i piccoli soci intendono portare all’interlocutore di più alto grado, cioè Bankitalia - dice Antonio Frascerra, in qualità di legale oltre che di rappresentante di Confconsumatori - La tutela del risparmio e dei clienti è l’obiettivo di questa richiesta d’incontro. Commissariamento? Non mi sembra ci siano le condizioni tecniche, né l’associazione ha la forza di chiederlo con l’assemblea: non esistono motivi di preoccupazione sulla solidità della banca, certo servono soluzioni per uscire da questo impasse».

S.C.

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