Pronto soccorso, a Cona attesa di 23 ore per una paziente: «Una vergogna»

Ferrara, la donna lamenta anche l’assenza di una macchina scambiasoldi e afferma: «Molte persone non riescono a prendere nemmeno l’acqua»

FERRARA. Ventitrè ore di attesa al pronto soccorso prima del ricovero. La protesta questa volta arriva da una paziente ferrarese che racconta una storia che, purtroppo, non è inedita nella nostra provincia. Lo era fino a 1-2 anni fa, ma da qualche tempo – in circostanze particolari – il servizio ha iniziato ad accusare difficoltà a gestire pazienti complessi che sono stati indirizzati verso il reparto di ricovero dopo un giorno di attesa nella sala del pronto soccorso di Cona.

La paziente che ha contattato la “Nuova” lunedì racconta di essere entrata in ospedale alle 19.11 di domenica. «Ho trascorso ore e ore in una barella al pronto soccorso e dopo i primi accertamenti effettuati nella notte nessuno si più fatto vivo – scrive – Ora sono venuti a dirmi che sarò ricoverata in medicina alle 18,30 (di lunedì, cioè dopo 23 ore, ndr)».

A corollario della protesta l’autrice della lettera ha aggiunto che «non esiste un distributore di moneta in tutta l’area del pronto soccorso. Con una frequentazione così numerosa e inaspettata molte persone non riescono neppure a prendersi una bottiglietta d’acqua. È una vergogna per l’Italia. Un ospedale nuovo del nord così inefficiente».

Nel giugno scorso un caso simile (23 ore di attesa) aveva attratto l’interesse della cronaca. Una signora di 88 anni che il giorno prima era stata visitata ad Argenta si era presentata a Ferrara con un forte mal di testa e vertigini. Era stata sottoposta ad esami e trattata con una terapia appropriata. Ma aveva passato la notte in ps ed era stata ricoverata il mattino dopo. —

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