Pista abusiva, le ruspe in attesa del giudice

Il Cum, proprietario dei terreni, ricorre al Tar contro l’intenzione del Comune di spianare le dune artificiali. Costo 47mila euro



La pista da motocross lì non ci può più stare, ma prima di azionare le ruspe e spianare le dune artificiali su cui si sfidano le due ruote bisognerà aspettare che sul caso si pronuncino i giudici. Anche perché in ballo ci sono 47mila euro e su chi dovrà pagarli sarà battaglia.


Torna a galla la vicenda dei terreni di Italba, proprietà del Consorzio Uomini Massenzatica, su cui anni fa è stata realizzato un circuito da motocross, affittato e dato in gestione alla società sportiva Moto Club El Vagabundo.

IN TRIBUNALE

La novità è il ricorso al Tar del Cum, che si oppone al progetto, approvato durante l’estate, di ripristino ambientale dei luoghi (in pratica la rimozione delle dune). Costo, appunto 47mila euro. A spese del “responsabile dell’abuso”, si legge nel documento approvato dalla giunta comunale, sulla base della consulenza del geologo Thomas Veronese.

Sì, abuso: perché una perizia geologica chiesta dall’amministrazione aveva stabilito, già un anno e mezzo fa, che la pista era abusiva. Peccato che nel frattempo sono continuate le competizioni, anche di un certo livello, ospitate dall’impianto. «Per la verità è qualche mese – dice il sindaco Gianni Michele Padovani – che passando sulla Gran Linea non vedo le moto correre. So che c’è stato un contenzioso tra affittante e affittuario, avrà sicuramente inciso anche quello».

Una cosa è certa: per il Comune non si può più attendere oltre, «noi – spiega il sindaco mesolano – abbiamo premuto sulle parti affinché provvedessero loro all’intervento di ripristino, ma nessuno si è mosso. Quindi abbiamo ci siamo fatti fare un preventivo e poi predisposto un progetto per riportare le dune allo stato originario».

A quel punto però il Cum ha presentato ricorso al Tar e al Comune ora non resta che nominare un avvocato che lo rappresenti davanti alla giustizia amministrativa.

la politica di mezzo

La contesa vede anche un retroscena politico. E non a caso l’accelerazione è arrivata dopo le elezioni amministrative di maggio che hanno visto candidarsi a sindaco, poi sconfitto dallo stesso Padovani, il presidente del Cum Carlo Ragazzi. Carica che riveste tuttora, assieme a quella di consigliere comunale.

Non c’è incompatibilità tra i due incarichi, la legge a quanto pare lo consente. «Ragazzi si dovrebbe dimettere? Questo non è un problema mio – risponde Padovani –, piuttosto si tratta di una questione che coinvolge la sensibilità personale: io mi dimetterei fossi al suo posto. Ricordo anche – prosegue l’attuale sindaco – che nel programma elettorale di Ragazzi c’era scritto che se avesse vinto lui le pendenze del Cum verso il Comune sarebbero state cancellate...». —