Basta risse, alcol e problemi di ordine pubblico: pronta una black-list e controlli mirati per fermare i locali “problematici”

Domani vertice in Comune per costruire la banca dati, ogni richiesta sospetta attiverà un’allerta e la task-force

Il recente episodio di violenza all’uscita dell’ex D-verso, l’altra settimana in via Modena, può rappresentare il punto di svolta nella presenza dei locali che creano, direttamente o indirettamente, problemi di ordine pubblico. Questo quantomeno è l’intendimento del Comune, che oltre ad attendersi un nuovo provvedimento nei confronti del club di via Modena, annuncia la messa a punto di una strategia focalizzata su due obiettivi: contrastare gli escamotage che consentono ai gestori di aggirare le ordinanze punitive, semplicemente cambiando intestazione; ed attuare un giro di vite su tutti gli aspetti relativi alla sicurezza e alla salute pubbliche, in rapporto all’attività di questo tipo di locali.


approccio d-verso

Il fautore di questo annunciato approccio innovativo è il vicesindaco Nicola Lodi, nelle vesti di assessore alla Sicurezza. «Le immagini della rissa di via Modena (donne colpite con violenza al di fuori del locale, ndr) dimostrano due cose: le telecamere di sicurezza del Comune - dice Lodi - sono uno strumento importante di controllo dei luoghi più a rischio; diventa urgente intervenire in maniera decisa su questi fenomeni. Ho parlato con il proprietario dei locali di via Modena che da anni affitta a gestori stranieri, la cui attività poi crea problemi. Credo che il contratto di affitto all’attuale gestore, che scade a fine anno, non verrà rinnovato. Siamo convinti che si possa creare un’alternativa stabile per quei 400 metri quadrati, magari coinvolgendo alcune associazioni di volontariato e con l’aiuto appunto del Comune. È interesse di tutti, anche perché durante le sospensioni di attività per motivi di ordine pubblico, il proprietario non percepisce il canone».

data-base più controlli

Il caso di via Modena, con una sospensione di 60 giorni attivata il 10 settembre e aggirata con la semplice trasformazione del locale in un circolo privato, ha fornito però spunti al Comune per contrastare questi comportamenti. «Oggi - è la riflessione del vicesindaco - bastano pochi minuti al computer, anche di notte, per ottenere una Scia e riaprire un locale colpito da ordinanze di chiusura. Ci proponiamo di rendere più difficile la prosecuzione di queste attività, anzitutto costruendo una black-list dei locali che non rispettano le regole, sotto il profilo dell’ordine pubblico, della vendita di alcol ai minori, di igiene e sicurezza degli alimenti. L’idea è di attivare una sorta di allarme ogni volta che vengono inoltrate al Comune richieste relative a questi locali, per poi intervenire con controlli mirati e a 360º».


L’esempio dell’ex D-verso (in seguito Success) resta calzante, in quanto il locale era finito in passato più volte all’attenzione degli inquirenti per irregolarità sotto il profilo della sicurezza pubblica. «Le Scia vengono rilasciate sulla base di semplici autocertificazioni - è sempre Lodi a parlare - ma i controlli su quanto viene dichiarato dai gestori vengono lasciati all’attività ordinaria della Polizia commerciale, o agli interventi a spot delle altre autorità magari sulla base di segnalazioni per casi particolari. Intendiamo invece costruire una task-force composta da Als, Vigili del fuoco, Ispettorato del lavoro, Polizia locale e anche Nas, sulla base di un protocollo operativo da elaborare, per intervenire in questi locali e verificare a fondo tutto quanto riguarda la loro attività, grazie all’impiego di personale specializzato».

Lodi ha già convocato per domani una riunione con il direttore generale del Comune, i responsabili dei settori commercio e informatica, per mettere a punto il data base e il sistema di allerta automatico. La fase dei controlli coordinati sembra di attuazione meno immediata, ma quantomeno la direzione di marcia è indicata. —

S.C.

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