Troppi utenti, la Radiologia di Ferrara arranca: il Sant’Anna ora sdoppia il direttore

Il servizio ospedaliero avrà un suo responsabile che non coinciderà con il capodipartimento. In arrivo altri quattro operatori

FERRARA. Il superdipartimento unico provinciale-interaziendale di Radiologia «non ha prodotto quell’interazione virtuosa che entrambe le aziende sanitarie di proponevano di raggiungere», scrive il Sant’Anna. La crescita dell’utenza e della pressione sul polo di Cona, le direttive della Regione sulle liste d’attesa e, non da ultime, le richieste del personale porteranno a una riorganizzazione del Servizio di Radiologia dell’azienda ospedaliera. Oggi è articolato in due unità: una universitaria, diretta dal professor Melchiore Giganti, e una ospedaliera, sotto la guida del dottor Giorgio Benea, che è anche il capodipartimento (provinciale) della specialità. Il corollario sarà il ritorno di un’unità operativa di Radiologia al Sant’Anna coordinata da un proprio direttore che sarà scelto con concorso e sarà preceduto da un facente funzioni.

Cause e obiettivi


La modifica organizzativa precede, forse di poche settimane, la nomina dei nove direttori di dipartimento, in proroga da mesi per il prolungamento della fase preliminare della nuova organizzazione. Saranno i superdirigenti che dovranno far marciare concretamente la sanità provinciale portando a regime l’integrazione tra Sant’Anna e Asl. A minare l’attuale organizzazione del Dipartimento di Radiologia sono stati diversi fattori. Uno dei più evidenti resta «il rilevante incremento dell’utenza del pronto soccorso del Sant’Anna» con il conseguente aumento delle funzioni di supporto diagnostico, in particolare quella «radiologica», senza dimenticare «il rilevante turn-over del personale medico» (che ha generato carenze in diverse specialità sanitarie), la «mancata integrazione delle funzioni di neuroradiologia, la cui attività non è mai stata ricondotta ad unità nella provincia» e la «parziale integrazione del personale tecnico di radiologia» che «a Cona non ha interessato la risonanza magnetica».

Insomma per far marciare con passo più spedito e con un’organizzazione più efficace la Radiologia ospedaliera, il Sant’Anna dovrà ritornare ad avere una unità operativa interna con un proprio direttore, che non coinciderà, come è avvenuto finora, con il direttore di dipartimento.

Il direttore generale del Sant’Anna, Tiziano Carradori, annuncia a questo proposito un potenziamento del personale con l’ inserimento di altre tre unità (radiologi) entro fine anno oltre a un neuroradiologo. «L’incremento degli accessi al ps, delle richieste di specialistica ambulatoriale e dei ricoveri sta imponendo al Sant’Anna e a tutta l’organizzazione della sanità provinciale (c’è stato un picco superiore al 10% anche nelle richieste di tac) di adeguare l’organizzazione alle attuali esigenze, compreso il rispetto dei tempi d’attesa – spiega Carradori – Abbiamo tenuto conto anche dei suggerimenti arrivati dai sindacati (Anaao, ma non solo) e ribadiamo l’apprezzamento per il lavoro svolto dal dottor Benea sia dal punto di vista professionale che organizzativo». –

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