Riparte la causa contro ex dirigenti Carife, il buco conteggiato dei danni è di 800 milioni.
Nuove speranze per gli Azzerati della vecchia Cassa

Il processo dell'azione di resposanbilità era fermo al Tribunale Imprese. Il presidente Caruso spiega i motivi del ritardo e problemi di uffici e giudici E annuncia: "Decideremo all'inizio del prossimo anno"

Azzerati Carife in piazza

IL punto

Eppur si muove: dopo 4 anni di udienze, la causa per danni contro 30 ex amministratori e dirigenti di vecchia Carife per aver malgestito la banca tra il 2007 e il 2013 non è ancora chiusa, e dopo essere rimasta ferma per un anno, riparte. La causa già giunta alle fasi finali davanti al Tribunale delle Imprese di Bologna riparte solo ora poiché si era arrestata per un anno e mezzo a causa della scomparsa improvvisa del giudice che la seguiva. E non solo. Prima la malattia e poi i tempi del Csm per assegnare al tribunale di Bologna un nuovo giudice, non hanno consentito di affidare la causa ad altro magistrato: da qui il “ritardo”.

Nuova assegnazione

Ne parla alla Nuova Ferrara il presidente del tribunale di Bologna, Francesco Maria Caruso (già presidente tribunale penale a Ferrara) che proprio la settimana scorsa ha assegnato la causa Carife ad un nuovo giudice. Il presidente Caruso non si nasconde, parla della causa Carife ma soprattutto del Tribunale delle imprese, creato per migliorare velocità e qualità dei processi, ma che, concentrando tutte le cause nelle sedi giudiziarie regionali, da Ferrara a Bologna in questo caso, ha creato carichi di lavoro in più senza aumentare magistrati in organico, creando un imbuto.



Prima possibile

«Le osservazioni sono corrette – spiega il presidente Caruso – esiste questo imbuto ma abbiamo delle risposte. Possiamo dire ai ferraresi che attendono da anni che il tribunale di Bologna e la Sezione Impresa sono determinati ad arrivare alla conclusione della causa Carife il prima possibile: la causa dopo l’esame del nuovo giudice, se non ci saranno intoppi procedurali, dovrebbe andare al giudizio del collegio (decidono tre giudici, ndr) nei primi mesi dell’anno prossimo».

Nella causa Carife ex amministratori e migliaia di risparmiatori attendono risposte da 4 anni: «La causa andrà avanti spedita, abbiamo riassegnato i procedimenti e d’intesa con il presidente di sezione si darà priorità a questa causa, come già segnalato al nuovo giudice. La ragione fondamentale del ritardo è il dramma umano che ci ha colpiti e le conseguenti ripercussioni sull’organizzazione della sezione, anche per il ritardo nella copertura dei posti di una sezione, pur potenziata per fare fronte all’importanza delle materie che tratta. Ma il potenziamento sulla carta non serve a nulla se i magistrati non arrivano».

Ora finalmente un magistrato ha in carico tutto il ruolo in fase di decisione: si tratta di 22 cause alla sezione Imprese e altre 15 alla IV sezione civile: non solo la causa Carife, occorre sottolineare.

«Il nostro obiettivo è costituire una sezione specializzata che finalmente sia messa in grado di trattare in via esclusiva le cause in materia d’impresa, risolvendole in tempi ragionevoli. In questo modo speriamo di allargare il collo dell’imbuto anche se devo segnalare che negli ultimi due anni l’indice di ricambio, sia pure per poco, (rapporto tra processi definiti e nuovi processi iscritti) è stato positivo e la durata media dei processi si è ridotta».

Sistema e difficoltà

Al di là del caso della causa Carife, dunque il problema è del “sistema”, della riforma sul Tribunale Imprese che manifesta difficoltà. «Il tribunale di Bologna è stato gravato di questa competenza delicata e importante, senza che ne fosse accresciuto in proporzione l’organico, come sarebbe stato logico».

Prima se non sbagliamo, le cause di impresa erano in carico ai i tribunali provinciali. «Sì, questi tribunali sono stati liberati di questo peso ma nessun aiuto è stato dato al tribunale distrettuale, i cui organici sono stati fissati prima delle nuove competenze non riguardano solo le cause della Sezione impresa, anche le domande di protezione internazionale e le misure prevenzione ordinarie e antimafia della regione: è stato giusto concentrare, ma è necessario urgentemente potenziare l’organico perché così si impone un sovraccarico ingiusto che si riflette sui tempi che a Bologna sono tra i più rapidi, nel confronto nazionale».

Distribuzione dei giudici

Il problema è dunque della distribuzione dei magistrati a livello locale e nazionale. «Le decisioni di rivedere gli organici del distretto compete al ministero della giustizia: sta di fatto che se non si provvede le cause ritardano. Il problema di distribuzione degli organici è un problema che andrebbe affrontato sulla base della comparazione di numeri e “peso” delle cause in entrata».

La colpa dunque non è sempre dei magistrati... «Noi non aspettiamo la provvidenza, e anche in questa situazione cercheremo di affrontare la situazione con misure che non potranno che essere straordinarie, costruendo la Sezione di Impresa che esiste solo sulla carta poiché i giudici della sezione sono gli stessi della 4A sezione civile e trattano tante altre materie. Occorre che i giudici si occupino solo di questo, occorre che abbiamo una elevata specializzazione per affrontare una materia importante e difficile su imprese e società, collegata a importanti interessi in gioco». –

Daniele Predieri

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