A Gherardi il ponte è percorribile, ma solo perché qualcuno sposta le transenne

A un anno e mezzo dalla chiusura intervento mai cominciato. La protesta: il sindaco parlava di riapertura entro settembre

GHERARDI. Finalmente ieri il ponte sullo scolo “Jolo 13”, nella frazione jolandina di Gherardi è stato riaperto. Ma come? Senza che sia stato effettuato alcun lavoro? E senza alcuna comunicazione ai residenti? In effetti, ancora una volta l’apertura è stata creata da qualcuno stanco di effettuare giri più lunghi per arrivare a casa o stanco di infangare la propria automobile per dover percorrere dei tratti sterrati.

«Accade sempre così quando c’è brutto tempo - ci racconta Diego Paganini, gommista e titolare dell’unica attività ancora presente a Gherardi -; la gente è stanca di vedere la strada chiusa e così sposta le transenne. Poi quando qualcuno del Comune di Jolanda se ne accorge le torna a sistemare fino al prossimo spostamento».

Resta, però, il pericolo ad attraversare un ponte che non è sicuro e la cui instabilità a costretto il Comune di Jolanda a chiuderlo nel mese di maggio del 2018.

«Non succede niente»

Risale al dicembre 2018 la convenzione con il Consorzio di Bonifica per i lavori (costo complessivo 30mila euro), poi il 14 aprile la precedente giunta comunale ha deliberato il progetto, spiegando che era solo in attesa del nullaosta (necessario da parte della Provincia).

Nel frattempo, a Jolanda è diventato sindaco Paolo Pezzolato, ma nulla è accaduto: «Personalmente mi sento preso in giro e posso parlare a nome di chi vive a Gherardi - commenta Paganini -. Nel mese di giugno il nuovo sindaco è venuto a trovarmi in officina, dicendomi che il denaro per l’intervento, era pronto e promettendo che in 30 giorni sarebbero partiti i lavori, in un altro mese ci sarebbe stato il collaudo, così che entro settembre il ponte sarebbe stato riaperto. E invece non è stato mosso un solo dito, a questo punto sarebbe stato meglio non fosse venuto a promettere cose poi irrealizzate».

I problemi

Quando a distanza di un anno dalla chiusura del ponte avevamo sentito Paganini pensava di trasferire l’attività stanco di tutto questo: «Sono ormai al limite, perché con altissima frequenza ricevo visite dell’Usl e dell’ispettorato del lavoro per vedere se in officina è tutto in regola, ma nessuno dice e fa niente per questo ponte. Ma il problema non è solo mio, bensì di tutti quanti vengono a Gherardi. Giusto alcune settimane fa, quando è piovuto in modo abbondante, abbiamo recuperato l’auto di una signora che si era impantanata nella strada alternativa». —

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