Ferrara, è morto il salesiano De Ponti: era a San Benedetto da 56 anni

Don Gianalfredo De Ponti, 90 anni

“Donde”, come lo chiamavano i suoi parrocchiani, aveva compiuto 90 anni. La disponibilità fatta persona, era sempre vicino al mondo della sofferenza

FERRARA. Don Gianalfredo De Ponti era particolarmente amato dai parrocchiani di San Benedetto, che ieri hanno appreso con grande cordoglio la notizia della sua scomparsa avvenuta nella notte fra giovedì e venerdì all’ospedale di Cona, dove era ricoverato ormai da diverso tempo.

Novantenne


Aveva 90 anni, 56 dei quali trascorsi a Ferrara tanto che era solito dire: «Sono un salesiano ferrarese qui provvisoriamente per sempre». E infatti ordinato sacerdote 62 anni fa, ma con 72 di professione religiosa, ha avuto la fortuna di rimanere sempre nella stessa parrocchia, dove si è conquistato l’affetto e l’amore di tanti giovani e fedeli.

«Nel 1963 – ha ricordato una signora – fu l’assistente dell’Oratorio femminile, che era distaccato da quello maschile, presso le suore e poi in seguito lo fu di tantissimi giovani».

Fra questi vi fu anche Walter Mattioli, presidente della Spal, che era stato un suo allievo al collegio San Carlo, per questo andava spesso a trovarlo e per il suo ultimo compleanno poche settimane fa gli ha regalato una maglia della Spal con scritto De Ponti e il numero 90.

«A proposito di calcio – ha ricordato Gorini – amava raccontare che quando giocava all’Oratorio di Treviglio, suo paese natale, lui era il portiere e fra i giovani giocatori vi era anche Giacinto Facchetti, diventato poi capitano della Nazionale italiana».

Come sacerdote i ricordi sono infiniti e tutti i parrocchiani hanno vissuto e condiviso momenti sia tristi che sereni con Don De Ponti.

«Potremmo riassumere il suo rapporto con la gente – ha dichiarato Franco, un altro parrocchiano – come la disponibilità in persona; era per tutti e per me in particolare, un punto di riferimento, un figura importante per il mio percorso di vita».

«Aveva la stessa età di mio padre, che è mancato lo scorso giugno – aggiunge Egidio –. Erano anche amici e sebbene fosse indisposto “Donde” (così lo chiamavamo) ha voluto assistere al funerale dalla finestra dell’Oratorio. Io quindi sono cresciuto con lui e per 25 anni d’estate siamo stati insieme ai ragazzi della parrocchia a Frassenè , fino a quando l’anno scorso l’hanno chiusa, e lui non è mai mancato».

Un’altra esperienza quasi fissa per don De Ponti era il pellegrinaggio a Lourdes, dove si è recato 49 volte sia con l’Unitalsi sia in altri modi.

«Mi raccontava – rammenta Claudio Nardella – che chiedeva sempre lo scompartimento del capotreno perché lì poteva confessare. Inoltre aveva una grande memoria e non dimenticava mai il mio compleanno e quello di altri che gli erano particolarmente vicino; telefonava per gli auguri ricordandoli nella preghiera e se era fuori città mandava addirittura una cartolina».

Durante la celebrazione delle messe ieri a San Benedetto i salesiani hanno annunciato la sua scomparsa ma locandine con il suo volto sorridente erano appese un po’ ovunque. «Per una strana coincidenza – ha annunciato il parroco don Paolo Salmi – Don De Ponti ci ha lasciato proprio nel giorno dei Santi forse Dio ci ha voluto ricordare che la santità è alla portata di tutti e il Don ce l’ha insegnato».

Il funerale

Martedì 5 novembre dalle 14.30 la salma di don De Ponti sarà esposta nel pomeriggio nella chiesa di San Benedetto e alle 20.45 ci sarà la recita del rosario. Il funerale si terrà invece mercoledì 6 novembre sempre nella chiesa parrocchiale di San Benedetto alle ore 14.30, con la concelebrazione presieduta dall’arcivescovo Gian Carlo Perego. —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI