«Una morte assurda», l’addio a Giovanni Braga

Grande dolore per il tecnico spirato dopo 7 giorni di agonia. Era stato investito da un’auto. Lutto a Basell dove lavorava

Ferrara, l'addio a Giovanni Braga, morto dopo una settimana di agonia

FERRARA. Una chiesa, quella di Santa Caterina Vegri, nel quartiere di via Pomposa, gremita per tributare l’ultimo saluto a Giovanni Braga, il tecnico di Basell di 58 anni morto dopo una settimana di agonia, conseguenza del grave incidente stradale in cui era rimasto gravemente ferito. Una mattinata, quella di oggi, sabato 2 novembre, d'intenso dolore, alla quale hanno preso parte i familiari più stretti, gli amici di una vita, i conoscenti e i colleghi della Basell, luogo di lavoro di Braga.

Destino crudele

Un destino crudele ha voluto strapparlo prematuramente all’amore dei suoi cari, ha ricordato con una toccante omelia don Luca Piccoli, il quale ha ricordato anche «la grande generosità di Giovanni, che possiamo notare pure dalla massiccia presenza qui, accanto ai suoi funerali».



L’incidente in cui Giovanni Braga era rimasto coinvolto è avvenuto il 15 ottobre scorso in via Padova, mentre in bicicletta stava facendo ritorno dal lavoro. Per cause che sono ancora in corso di accertamento da parte delle forze dell’ordine, che dovranno accertare eventuali responsabilità, quel giorno Braga era stato investito da un’auto in zona quartiere Doro. Nella caduta aveva riportato un trauma cranico ed era praticamente subito entrato in coma. Nonostante i ripetuti e importanti tentativi dei medici di accelerare il più possibile la sua ripresa, le condizioni di Braga sono invece purtroppo giorno dopo giorno peggiorate, fino all’epilogo drammatico del 22 ottobre scorso, quando Braga, che nel frattempo era stato trasferito nel reparto di rianimazione dell’ospedale Sant’Anna di Cona, è deceduto. Poi, i giorni del dolore immenso, inconsolabile, per i suoi familiari, che stamattina, attorniati da una moltitudine di amici, nella chiesa di Santa Caterina Vegri, si sono stretti nelle prime file in un dignitosissimo dolore.

Sgomenti i colleghi

Nei giorni scorsi è stato il direttore del centro ricerche di Basell, Antonio Mazzucco, ad annunciare ai dipendenti la morte di Giovanni, che era stato per anni uno dei migliori tecnici del petrolchimico di Piazzale Donegani. Dopo il decesso, l’ultimo grande gesto di un uomo che tutti  (tra gli amici presenti anche l’ex campione del mondo dei pesi welter, Alessandro Duran) hanno definito come una «persona speciale».

Un dono grande come quello, appunto, di donare gli organi. Ultimo atto esemplare di un uomo che ha vissuto sempre in maniera altrettanto esemplare. —

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