Ferrara, contro lo spaccio in zona Gad polizia locale in furgone e vigilantes privati 

Il progetto del Comune: subito presidio mobile e tele-sorveglianti in attesa del Nucleo antidegrado armato e dei cancelli ai parchi

FERRARA. Un presidio fisso fino alle 23 della Polizia locale nei giardini del Grattacielo, coadiuvato da vigilanza privata e da un aumento dei punti luce nelle aree dello spaccio. E due giardini, Toti e Giordano Bruno, recintati e tenuti sgombri di notte sempre con l’aiuto di vigilantes. Sono questi i punti forti del progetto sicurezza in zona Gad al quale si sta lavorando in questi giorni in Comune, che ha come presupposti la disponibilità di armi per l’intero corpo di Polizia locale, la costituzione al suo interno di un Nucleo antidegrado e l’impiego massiccio di sorveglianza privata. In vista anche un dispiegamento di cartellonistica con modalità d’uso degli spazi verdi, limiti e sanzioni.

Presidio in armi. Dopo gli ultimi arresti, riconosce il vicesindaco Nicola Lodi, la presenza di spacciatori in bici in zona Gad è «in discesa, ma bisogna ancora lavorare molto. Noi impiegheremo la Polizia locale con il nuovo comandante che è già impegnato per costituire un Nucleo antidegrado e predisporre un presidio fisso, dalle 13 alle 23, in zona Grattacielo, utilizzando il Ducato mobile in dotazione. Ma è chiaro - è il punto di partenza del ragionamento di Lodi - che, al di là del grande lavoro svolto dalla pattuglia cinofila, non si possono inviare agenti disarmati agli assembramenti di (potenziali) spacciatori, quindi bisogna arrivare ad armare tutti gli agenti, che tra l’altro fanno già formazione di tiro». Questo presupposto non è assolvibile in tempi rapidi, se non altro perché bisogna passare per il Consiglio comunale oltre che per i sindacati.


Più ravvicinati appaiono i tempi per gli altri interventi, come una migliore illuminazione del parco Grattacielo («le zone dove si formano i capannelli sono al buio» annota il vicesindaco) e l’impiego di vigilanza privata in funzione di deterrenza. «Abbiamo buoni riscontri nell’utilizzo di questi corpi privati nel controllo ad esempio dell’ubriachezza molesta - è ancora Lodi a parlare - Pensiamo di impiegarli con auto dotate di lampeggianti e di videocamere, per far sentire la loro presenza agli spacciatori». Nel caso l’agenzia di sicurezza andrebbe selezionata con un bando.

Un’azione concreta antidroga rivendicata da Lodi è... la fornitura di dieci chiavi di apertura dei cassonetti dell’indifferenziata ai militari di servizio al Gad. Gli spacciatori spesso si liberano delle dosi gettandole lì dentro, e per recuperarle spesso si perdeva molto tempo in mancanza appunto delle chiavi.

Le recinzioni. Come per piazza Verdi, anche per i due parchi collegati alle attività di spaccio il Comune ribadisce di voler puntare sulle recinzioni. Si tratta di piazzetta Toti e di piazza Giordano Bruno, quest’ultima già parzialmente chiusa dalle barriere di filtraggio per lo stadio Mazza. «L’operazione non presenta particolari difficoltà tecniche - è la valutazione di Lodi - il problema maggiore resta il momento della chiusura dei cancelli, di sera. Stiamo pensando di utilizzare anche in quel caso agenzia di sicurezza private, almeno finché non ci sono persone che “resistono” all’interno, situazione che rende necessario l’intervento della forza pubblica».

Pure qui è però necessario un passaggio preliminare, cioè la “codifica” di quelle due zone come aree di verde pubblico, con tanto di regolamento nell’utilizzo ad esempio delle giostrine e l’indicazine delle sanzioni. —

Stefano Ciervo

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