Ferrara, il sindaco sui migranti a Ravalle: non condanno le barricate

Fabbri: si può protestare anche chiudendo le strade, ma niente atti violenti La leale collaborazione chiesta dal Prefetto? «Non cambio la linea politica»

Ravalle dice no all'arrivo dei migranti

FERRARA. I “ribelli” anti-migranti di Ravalle hanno l’appoggio del sindaco Alan Fabbri, che difende il loro diritto a protestare anche in caso spuntassero barricate stile-Gorino. È questa la linea che il sindaco, dopo una giornata di riflessione, ha deciso di sposare alla vista degli striscioni di protesta e del presidio, per ora simbolico, che si rinnoverà anche questo pomeriggio; ma, probabilmente, pure delle dichiarazioni della proprietaria della casa in predicato di ospitare 35 richiedenti asilo, che allontanano nei fatti l’ipotesi del trasloco. Resta da vedere come la prenderà il prefetto Michele Campanaro che aveva appena chiesto «lealtà istituzionale» ai sindaci sulla vicenda-migranti.



Vicino alle barricate. «Gli abitanti di Ravalle fanno bene a protestare - è questo l’incipit di Fabbri - esprimono così il loro disagio per una decisione che anch’io critico. Il diritto alla protesta può includere anche la chiusura di una strada: nel caso, da me non arriverà alcuna condanna, sempre che la cosa non degeneri in atti violenti. Bisognerebbe mandare pochi migranti, in un paese così piccolo, l’integrazione funziona meglio in nuclei ridotti».

Sono però le norme del decreto Sicurezza ad aver tagliato i fondi dell’emergenza migranti, inducendo le coop come la veneta "Un mondo di gioia" a concentrare in grandi siti i migranti, per risparmiare sui costi... «Sì, ma vedo che in altre province come Parma o Ravenna gli stessi soggetti continuano a gestire come prima l’accoglienza, non capisco perché qui i bandi sono stati disertati» è la risposta del sindaco, che poi torna a rispondere ai dem: «Abbiamo a che fare con persone arrivate qui con i governi Renzi e Gentiloni, mi fa specie vedere esponenti di quei partiti protestare».

E la collaborazione chiesta dal prefetto? «Io collaboro a livello istituzionale ma non cambio la mia linea politica» è l’ultima parola di Fabbri.

Prossime mosse. Gli organizzatori della protesta di Ravalle, intanto, non sembrano rassicurati dalle parole di Eleonora Giacomelli («la coop mi ha inviato una Pec per dirmi che non è più interessata a comprare casa mia»), e alzano di una tacca il livello del confronto. Oggi alle 18 è previsto un incontro a Casaglia, dove c’è un altro nucleo di residenti agitati per la concentrazione di migranti a ridosso delle frazioni rivierasche, poi c’è l’intenzione di trasferirsi tutti a Ravalle per un secondo presidio. «Abbiamo intenzione di andare avanti con la mobilitazione - dice Paolo Vezzani, ex consigliere leghista che fa da portavoce alla protesta - e non ci fermeremo alle frazioni. Il passo successivo sarà infatti un presidio in piazza Municipale».

La protesta è a largo raggio e coinvolge anche il trasferimento a Ravalle di nuclei rom dal campo di via Bonifiche. —

S.C.

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