Provocò la morte in A13 di una veterinaria, condanna patteggiata a un anno e nove mesi

L'incidente mortale in A13 il 2 marzo 2018 che cosò la vita a Rosetta Ramaglia

La famiglia della vittima non ci sta e lancia un appello generale: «Più prudenza alla guida, certi errori provocano grandi tragedie»  

FERRARA. Il dolore per la morte della loro congiunta non si placa. I familiari di Rosetta Ramaglia, la dottoressa veterinaria morta in un tragico incidente stradale nel tratto ferrarese dell’autostrada A13, manifestano la loro perplessità per la condanna a loro dire lieve dell’autista che ha provocato l’incidente mortale che è costa la vita alla donna di 43 anni.

La condanna


Il conducente, che è un dipendente della società Autostrade, il 2 marzo dello scorso anno ha tamponato violentemente l’auto su cui viaggiava Rosetta Ramaglia. L’impatto è stato devastante e la donna è morta sul colpo all’interno della sua automobile. Al processo, l’imputato, un uomo di 51 anni, nativo di Ferrara ma residente a Rovigo, ha patteggiato ed è stato condannato a 1 anno e 9 mesi».

«Ci eravamo opposti al patteggiamento - dichiara il legale della famiglia Ramaglia, l’avvocato Dario Sutera del foro di Bologna - Questa condanna patteggiata in pratica non attribuisce all’imputato nemmeno un giorno di affidamento in prova, uscendo in pratica così gratis dal circuito penale».

La vittima

Rosetta Ramaglia in quel tragico 2 marzo, su stava recando nella natia Campania per andare a votare per le elezioni politiche. Da pochi mesi aveva avuto un incarico a tempo indeterminato a Feltre e si era trasferita nella cittadina veneta. Quel giorno faceva molto freddo ed era caduta anche la neve. Prima dell’incidente con esito mortale per la veterinaria ce ne era stato un altro sei chilometri più indietro sempre in territorio ferrarese e sempre in direzione Bologna, a conferma della pericolosità di un’autostrada che registra spesso degli incidenti con esito mortale e anche scontri che provocano lunghe code e disagi. Non a caso in questi giorni, dopo la tragica morte dei tre giovani componenti della famiglia vicentina, torna alla ribalta il problema dell’allargamento dell’autostrada con una terza corsia. Progetto già in cantiere ma che resta ancora bloccato.

La richiesta

La famiglia Ramaglia, tramite l’avvocato, lancia un appello all’opinione pubblico per chiedere rispetto e attenzione alle norme stradali per evitare errori e distrazioni che possano cagionare la morte o il ferimento grave delle persone.

«Occorre più prudenza alla guida - dicono i familiari - certi errori provocano grandi tragedia come quella della nostra Rosetta». —

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