Sfratti per morosità in aumento a Ferrara. Aiuti dalla Regione con il bonus affitto

All’inizio del 2019 erano 2mila le richieste di esecuzione Ieri vertice in Comune per l’aiuto agli inquilini a basso reddito

La morosità tende ad aumentare, sia per quanto riguarda l’edilizia residenziale pubblica sia per quanto riguarda i privati, e i numeri dei conseguenti sfratti lo confermano. All’inizio del 2019 si contano infatti per la provincia di Ferrara, dice Maurizio Ravani, segretario provinciale del sindacato degli inquilini (Sunia), «2mila sfratti, di cui la maggior parte per morosità». Non tutti sono esecutivi, ma le cifre rimangono comunque alte. Per questo le misure a sostegno delle famiglie in difficoltà sono sempre «utili e positive», dice Ravani, così come il recente stanziamento di risorse da parte della Regione: 36 milioni di euro in tre anni come bonus affitto per le famiglie in difficoltà, e di questi 13 milioni già disponibili per il 2019.

il tavolo provinciale


Si è discusso proprio di questa misura ieri al tavolo provinciale sulle politiche abitative convocato dall’assessore Cristina Coletti.

Grazie al fondo, infatti, i Comuni potranno concedere alle famiglie che stentano a pagare il canone di locazione della casa in cui abitano un contributo che potrà variare da due a sei mensilità, e per un tetto massimo di 3mila euro. Prossimo passo sarà stilare il bando «per raccogliere le domande dei nuclei che abbiano determinati requisiti - spiega Ravani - e bisognerà capire quante risorse saranno stanziate nei diversi comuni. Si spera che il bando sia fatto in tempi brevi, speriamo che verso la metà di dicembre sia pronto. Poi faremo altri tavoli per verificare i contenuti del bando, e poi i sindacati potranno pubblicizzarlo».

i requisiti

Al momento sono certi i requisiti fissati dalla delibera Regionale, per ottenere il contributo: fra gli altri sarà necessario essere residenti in Emilia Romagna, dichiarare un reddito Isee compreso fra 3mila e 17mila euro, avere un canone mensile non superiore a 700 euro.

Fra icasi di esclusione dal contributo, spiega Ravani, c’è invece «l’essere beneficiario del reddito di cittadinanza o della pensione di cittadinanza, avere avuto nel medesimo anno la concessione di un contributo del fondo per l’emergenza abitativa, o di quello per la morosità incolpevole, e soprattutto avere avuto la convalida dello sfratto». —

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