In azione il truffatore dei preti, raggiri per 60mila euro a sacerdoti di Pistoia

Cristiano Perini, 49 anni, ferrarese, finisce nei guai anche in Toscana: assieme ad una complice, leggendo i necrologi dei giornali si presentava ai parroci inventandosi donazioni dai parenti dei defunti e si faceva consegnare soldi per le spese notarili delle pratiche, del tutto false.

FERRARA - Da anni si è specializzato in truffe ai preti: a Ferrara addirittura è riuscito a spillare quattrini a decine di sacerdoti, fingendo di essere don Domenico Bedin.


E visto che ormai non riesce più a piazzare i raggiri qui a casa nostra, ha pensato bene di “lavorare” in trasferta: lui, Cristiano Perini, 50enne, è stato denunciato a Pistoia per aver truffato sacerdoti della città toscana, come aveva fatto in tante altre città, oltre Ferrara anche Udine e Brescia.  Stavolta, Perini è stato aiutato da una quarantaduenne cittadina cinese e a scoprirli sono stati i carabinieri e la procura di Pistoia: lui si procurava in rete, attraverso la lettura dei necrologi o di articoli stampa locali, notizie su parrocchiani residenti in varie regioni italiane recentemente deceduti.

Perini dopo l'arresto per truffe a Ferrara, spacciandosi per don Bedin

Una volta acquisite tali informazioni, con la complicità della donna quarantaduenne, Perini mediante utenze fittiziamente intestate ad ignare persone di nazionalità straniera e spacciandosi per un sedicente dipendente/direttore di banca, contattava telefonicamente il prete o la parrocchia di riferimento, comunicando alla vittima designata che una persona da poco deceduta nella zona aveva lasciato una donazione di circa 40 mila euro a favore della stessa parrocchia o, talvolta, in favore dello stesso parroco, a titolo personale.
Quindi invitava il prete a contattare con la massima urgenza il notaio di fiducia della banca per comunicargli le coordinate bancarie su cui doveva essere accreditato il presunto lasciato.

L'indagato, carpendo in tal modo la fiducia della sua vittima, si spacciava poi anche per il suddetto professionista, qualificandosi, di volta in volta, con il nome di un notaio realmente esistente nella zona ma del tutto ignaro ed estraneo ai fatti e la sollecitava ad effettuare il pagamento di circa tremila euro a titolo di presunte spese notarili, a suo dire occorrenti per sbloccare il lascito. Nella stessa occasione o nel corso di successivi contatti telefonici l'indagato forniva quindi alla vittima i dati del conto corrente su cui effettuare il bonifico.
 In alcuni casi, addirittura, dopo aver ricevuto un primo pagamento mediante il bonifico, l'indagato ricontattava il parroco dicendogli di non aveva ricevuto alcun accredito, a causa di ragioni di natura tecnica, e chiedendogli pertanto di effettuarne altri. L'ammontare complessivo delle truffe finora accertate dai carabinieri ammonta ad oltre 60mila euro, ma la cifra è destinata ad aumentare, poiché le indagini stanno facendo emergere altri casi su cui fino ad ora non era stata fatta chiarezza.

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