Seggiolini anti abbandono tutti esauriti: file nei negozi, genitori in affanno

Proteste e perplessità per l’entrata in vigore dell’obbligo dei sensori per i bimbi sotto i 4 anni: i ferraresi preferiscono la chiavetta, subito andata esaurita. E i negozi prendono prenotazioni 

LA NOVITà

Le scorte erano tutte esaurite, i nuovi dispositivi ordinati dai negozi, e in arrivo, erano già tutti prenotati. E coloro con i quali la sveglia era stata più generosa, si sono poi dovuti mettere in fila alle casse nel tentativo di accaparrarsi i prossimi rifornimenti, previsti in certi casi solo per metà dicembre.


richieste a gogo

È stata una mattinata intensissima per i commessi dei negozi di articoli per bambini, quella di ieri, dopo che i dispositivi per prevenire l’abbandono dei piccoli nei veicoli sono a sorpresa diventati obbligatori prima del previsto: la legge sarebbe dovuta entrare in vigore a marzo, infatti, ma i tempi sono stati accelerati e hanno costretto tante mamme ad “assaltare” i negozi, e tanti commessi a informare i clienti, presenti di persona o al telefono, che «no, i dispositivi anti abbandono non sono al momento più disponibili», e che «si, posso prenotarlo, ma non so quando sarà disponibile perché la lista d’attesa è davvero molto lunga». I telefoni di Prenatal e Beberoyal non hanno avuto un attimo di tregua ieri: «è davvero un assalto - raccontavano i titolari - questi dispositivi li avevamo a disposizione già da tempo, ma in mattinata abbiamo esaurito tutte le scorte, visto l’obbligo. Stanno per arrivare altri 24 sensori ma già sono prenotati, e i produttori ci hanno garantito un riassortimento - spiegavano da Beberoyal - ma sarà pronto solo per metà dicembre. E pensare che ne avevamo ordinati 48 ma poi, dovendo la legge entrare in vigore a marzo, la domanda è calata e abbiamo ridotto anche le ordinazioni altrimenti chi avrebbe voluto comprare questi prodotti?».

Il sensore in questione, andato a ruba, è solo uno degli strumenti di cui dotarsi per rispettare la normativa, è quella che i commessi della Prenetal chiamano “chiavetta”, quella universale adatta a qualunque tipo di seggiolino, e che si attacca alla cintura, al prezzo di 39,90 euro. Ma gli strumenti in commercio sono diversi e ci sono anche i cosiddetti “cuscinetti”, per esempio. In questo caso questi tappetini devono adattarsi al seggiolino, e ci sono marche che autocertificano il proprio prodotto, omologato per seggiolini dello stesso marchio, e cuscinetti di altre marche, che sono certificati ma non omologati: i test di sicurezza in questo caso non sono stati fatti su tutti i seggiolini in commercio e, in sostanza, in questo caso, nessuno si prende la responsabilità di malfunzionamenti. Per questa tipologia di prodotti i prezzi vanno da 39 a 79 euro. «Non sono pochi», era il commento delle mamme in fila una dietro l’altra pronte a rivolgere la medesima domanda ai commessi della Prenatal inchiodati al telefono a rispondere alle “ripetitive” richieste, «in più - era la considerazione di alcune - tutti i dispositivi che ci fanno vedere sono collegati al telefono, ché se lo lasci in macchina ci lasci pure il figlio».

tramite bluetooth

Il funzionamento dei dispositivi in commercio, almeno nei negozi tipo Prenatal, è in effetti legato allo smartphone, spigano i commessi: «si tratta di strumenti connessi al telefono tramite bluetooth, che in caso di abbandono inviano una notifica allo smartphone. Se la segnalazione sul telefono viene ignorata, un’app invia sullo smartphone un sms di emergenza ai cinque numeri preimpostati, segnalando la posizione dell’auto. E naturalmente deve essere attivo anche il gps per la localizzazione dell’auto».

PERPLESSITà

Perplessità e domande ieri non si contavano: «È una vera scocciatura - commentava qualcuno - i miei poi sono due, quindi ne dovrò mettere due? E dovrebbe essere una spesa detraibile...Comunque i miei gridano molto - scherzava la mamma - e quindi non sarebbe nemmeno necessario».

Un altro genitore in fila alla Prenatal, ormai conscio della indisponibilità del dispositivo, era sul disperato andante: «mi viene da piangere. Sto proprio pensando di andare a prendere mio figlio a scuola in bicicletta, anche perché le multe vanno da 80 a oltre 300 euro, e decurtano pure i punti dalla patente, ho letto che sono cinque, non è mica poco. In Tv ti martellano di informazioni inutili una dietro l’altra, potevano precisare meglio anche questa, che era più importante». «Comunque è una misura giusta che doveva essere applicata molto tempo fa - considerava un’altra mamma - e speriamo che funzioni davvero». I bambini coinvolti dalla misura, nella provincia di Ferrara, saranno 8.394.

Giovanna Corrieri

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