Panchine rimosse nei parchi, il Comune censura l’obiettivo politico

Il riferimento alla lotta allo spaccio declamata dal vicesindaco sparito nella risposta data dal Municipio ai cittadini contrari al progetto 

FERRARA. La rimozione delle panchine nelle aree verdi della città, denominata “Operazione Parchi Sicuri” si tinge di giallo. La risposta data alla “Rete per la Pace per Ferrara”, gruppo di cittadini che ha promosso la raccolta di firme contro il piano adottato dal Comune, è stata firmata da un dirigente del Servizio Infrastrutture del Comune e controfirmata dal vicesindaco e assessore alla Sicurezza Nicola Lodi, che arriva a smentire se stesso e l’obiettivo politico declamato a più riprese nei giorni del via alla campagna.

Lodi è lo stesso esponente della giunta che il 24 agosto scorso aveva annunciato che l’asportazione delle sedute dalle aree verdi «riveste una importanza grandissima perché è il primo messaggio, dopo anni di silenzio dell’amministrazione precedente, che lanciamo a chi delinque nei nostri parchi e pretende pure di stare comodo». In pratica gli spacciatori, che lo stesso Lodi aveva citato lo stesso giorno con un’altra perifrasi, affermando che «i nostri parchi devono essere popolati da bambini ed anziani e non da chi vende morte».


Parole pronunciate in modo ancora più esplicito il 29 agosto: «L’arredo urbano che viene sottratto ai luoghi tipici dello spaccio verrà ricollocato in altre posizioni e in altre aree verdi». L’azione del Comune aveva sollevato proteste e polemiche a cui Lodi non si era sottratto confermando la natura squisitamente politica della decisione, intenzione che è impossibile desumere nella risposta data da Lodi ai cittadini, dove si fa riferimento a manufatti «ammalorati» e a «motivi strettamente legati al carattere manutentivo». Una spiegazione sorprendente, anche perché lo stesso Comune informa la “Rete” che al momento sono state ricollocate 8 delle 15 panchine rimosse. Impossibile non chiedere se quelle stesse panchine sono state riparate prima di essere «ricollocate».

Come pure non si può non notare che 15 panchine sono solo il 10% delle 150 che avrebbero dovuto essere smontate o smantellate. Tangibile la perplessità della “Rete per la pace di Ferrara”, per cui la risposta del Comune è «insoddisfacente e non collaborativa». —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI