Due dodicenni sui binari: fermati a Pontelagoscuro e affidati poi ai genitori

La stazione ferroviaria e i binari a Pontelagoscuro

Intervengono i carabinieri: guardavano sfrecciare i treni pronti per farsi i selfie

FERRARA. I genitori hanno visto arrivare la pattuglia dei carabinieri a casa. Mai avrebbero immaginato che a bordo dell’auto ci fossero i loro figli, due ragazzini di 12 anni, riportati a casa dopo essere stati fermati nei pressi della stazione dei treni di Pontelagoscuro, perché fermi sui binari aspettavano e guardavano sfrecciare i treni. Hanno corso un grosso pericolo, e da quanto avrebbero spiegato la loro presenza non era affatto dovuta a voler catturare un brivido con selfie da sparare nei loro social, come purtroppo fanno tanti ragazzini.

L’allarme è scattato nel tardo pomeriggio, poco prima delle 17, quando un macchinista alla guida di un treno in transito alla stazione di Pontelagoscuro, dove si rallenta, ha visto i due ragazzini posizionati a fianco dei binari. Subito l’allarme è stato girato al personale della Polfer e quindi la Polfer stesa ha allertato una pattuglia dei carabinieri di Pontelagoscuro che si è portata subito in via Aminta, dove si trova la stazione dei treni. Qui i ragazzini non stavano facendo nulla di strano, e alla vista dei carabinieri si sono mostrati anche sorpresi. Poi quando i militari hanno spigato il motivo della loro presenza, hanno capito che comunque l’avevano fatta grossa. Poi il viaggio verso le loro case, dove sono stati affidati ai genitori. Ovviamente trattandosi di un fatto che desta sempre allarme e pericolo, i carabinieri presenteranno una relazione di servizio alla procura dei minori per le valutazioni del caso.


È stato precisato che al momento non vi sono elementi per poter sostenere che si sia trattato di uno dei tanti gesti di emulazione, che corrono e vengono sparati sui social, di ragazzi fermi sui binari in attesa del passaggio dei treni, soprattutto quelli ad alta velocità. Per poi ritrarsi in selfie e postarli in giro per dimostrare chissà cosa.

Come accade in questi casi i ragazzini vengono ammoniti della pericolosità del comportamento, e riaffidati ai genitori, liberi di intervenire come meglio credono. —

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