Cercavano Igor e chi lo aiutava, hanno trovato ladri di gasolio

Chiusa l’inchiesta sui fiancheggiatori: nessuna prova sui presunti complici. Ora a processo 12 persone, controllate per mesi, accusate solo di piccoli furti: accusata la famiglia Bejzaku di Berrara e i Cavazza di Portomaggiore

FERRARA. Cercavano un assassino, Igor Vaclavic/Norbert Feher, hanno trovato ladri di gasolio, di gomme da neve e di affettatrici alla Festa dell’Unità. Due procure e i comandi carabinieri di Ferrara e Bologna, e la migliore task force di corpi speciali italiani (1.600 pattuglie di carabinieri, 300 di Tuscania e Cacciatori di Calabria, 963 squadre operative per 81 perlustrazioni con cani, 102 ricerche con camere termiche e 1.820 casolari controllati) lo hanno cercato per mesi tra Portomaggiore, Campotto e Molinella.

24 ore al giorno


Poi hanno intercettato i telefoni, piazzato “ambientali” e fatto pedinamenti, 24 ore al giorno da aprile fino a settembre 2017 su centinaia di persone nel Ferrarese, chi lo aveva conosciuto quando Igor Vaclavic/ Norbert Feher non era ancora un assassino ma un ladro di polli e gasolio come loro. Una rete investigativa lanciata sul fantasma di Igor che non ha dato nessun frutto, visto che Igor/Norbet spuntò in Spagna, nel dicembre 2017 sparando e uccidendo altre persone. Ora di quella rete costata milioni e milioni di euro, è rimasto un unico risultato giudiziario, a Ferrara: un processo piccolo piccolo, a carico di 12 persone, ladri di gasolio e poco altro, che si aprirà nei prossimi mesi a carico della “Corte di miracoli” che gravitava attorno a Igor tra Portomaggiore e Berra: 12 persone chiamate a processo solo per i reati di furto e ricettazione, come deciso dalla procura di Ferrara, ma niente favoreggiamento: nessuno di loro - per questo erano stati intercettati - è stato riconosciuto come complice o fiancheggiatore nel nascondere Igor nel Ferrarese, o averlo aiutato a scappare. Le persone chiamate a processo dai pm Barbara Cavallo e Lisa Busato sono 12 e condividono 15 furti: di gasolio nei serbatoi di escavatori in golena del Po o in aziende agricole, materiale ferroso in aziende e rame all’Ex Enaoli di Codigoro, vecchie gomme da neve in un casolare, affettatrice alla Festa dell’Unità di Portomaggiore e colpi tra Berra, Portomaggiore, Ariano, Jolanda di Savoia, Codigoro, Ferrara, il Rodigino e il Modenese e a Ostellato, il più grosso, 15mila euro di gioielli.

I soliti noti

Gli imputati, i soliti noti: la famiglia Bejzaku di Berra, Afrim, Ragip, Elizabetta e Massimiliano Ghirardi, Giancarlo Lunardi, Silviu Marian Pitigoi; e quindi Massimo ed Eros Cavazza di Portomaggiore la famiglia Cavazza di Portomaggiore (con l’aggravante di aver fatto rubare i figli minori) e Luca Grisetti, Caledonio Diliberto, Matteo Grandi e Gianluca Bernardoni. Contro di loro migliaia di pagine di intercettazioni, di cui i difensori non hanno fatto copia (costa troppo) e si limiteranno a chiederne la trascrizione al processo. Infine, occorre ricordare che a Bologna è ancora aperta l’inchiesta di procura e carabinieri su altri fiancheggiatori per la fuga di Igor dall’Italia in Spagna. Anche se lui ripete: «Sono scappato da solo, in bicicletta». —

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