Ferrara, madre e figlie malate devono lasciare l’appartamento Asp

La sede dell'Asp a Ferrara

Dopo la separazione aveva ottenuto l’alloggio provvisorio. Ha perso il lavoro e dal 31 dicembre la casa: «Aiutatemi»

FERRARA. Il 31 dicembre, amaro San Silvestro, dovrà lasciare l’appartamento assegnatole dai servizi sociali e lei, due figlie con la sindrome di Asperger e ora senza lavoro, è disperata. «Lo so che il regolamento dice che devo lasciare la casa, ma io non so dove andare e soprattutto non ho la possibilità economica di pagare un affitto» dice la donna, di origine moldava ma vent’anni in Italia, sposata con un italiano ed oggi separata.

«Dopo la separazione – racconta – attraverso l’Asp mi è stato dato un appartamentino a Porotto come sistemazione provvisoria. In quel periodo avendo lavorato con un contratto a tempo determinato, avevo ancora un po’ di risparmi che ho speso per renderlo più accogliente possibile. Poi ho perso il lavoro ed ora anche la casa mi viene tolta poiché il 31 dicembre scadono i termini previsti, proroga compresa, per poter rimanere».


Le condizioni economiche dell’ex marito non sono floride per cui pur essendo rimasti in buoni rapporti lui non la può aiutare. L’Acer ha confermato il vincolo del regolamento comunale, i Servizi sociali le hanno promesso una soluzione. Ma la donna non è tranquilla, anzi è talmente preoccupata da non dormire la notte. Infatti la sua attuale posizione nella graduatoria per avere un alloggio Acer, attorno al settantesimo posto, cambierà dopo che lei avrà lasciato la casa perché dovrà ripresentare la domanda, cosa che comporta l’istruzione di una nuova pratica. Quale sarà la posizione in graduatoria? Si potrà sapere solo dopo aver ripresentato la domanda.

«Che ne sarà di noi dopo quel 31 dicembre che pende sopra le nostre teste come una spada di Damocle? Sono appena riuscita - si confessa la donna - a creare un’atmosfera di serenità per le mie due figlie che sono seguite da un operatore anche a casa che insegna loro ad affrontare piccole grandi cose del quotidiano come prendere un autobus senza perdersi e che vanno bene anche a scuola, ma questa situazione abitativa ci sta rovinando».

Anche Don Bedin è stato informato, la donna continua a sperare in una soluzione. —

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