Ferrara, palazzo Schifanoia–Del Cossa: super accoppiata di primavera

La “nuova” Ferrara Arte punta alla riapertura della Delizia con mostra a marzo. Il presidente Sgarbi: a fine anno la programmazione. Diamanti, ora c’è l’intesa

FERRARA. Si prepara un doppio, importante ritorno per la Ferrara che vive di arte, cultura e turismo. La combinata è Palazzo Schifanoia-Francesco Del Cossa, un’abbinata con la quale il prossimo marzo la nuova gestione di Ferrara Arte vuole marcare la prima parte della stagione 2020, in vista dell’imminente e prolungata chiusura di Palazzo dei Diamanti. E su quest’ultimo fronte si registra un passo avanti forse decisivo per sbloccare l’impasse causato dal no ministeriale al progetto-passerella, mentre serviranno altri passaggi per l’altro grande cantiere in congelatore, cioè Palazzo Massari.

La prima mostra. Francesco Del Cossa, il principale esponente della Scuola ferrarese del XV secolo assieme a Cosmè Tura ed Ercole de’ Roberti, che insieme proprio al Tura fu protagonista nel 2007 proprio a Palazzo dei Diamanti, torna quindi al centro di una mostra ferrarese. Succederà a nel prossimo marzo, in coincidenza con la grande rassegna bolognese sul Polittico Griffoni, e a parlarne per la prima volta è Vittorio Sgarbi, appena nominato presidente di Ferrara Arte. «Si tratterà di mostre in qualche maniera coordinate, e quella ferrarese coinciderà appunto con la grande riapertura di Schifanoia» sono le prime anticipazioni del critico d’arte nella sua nuova veste. Sgarbi non aggiunge particolari, ma a questo punto bisogna dare per assodato che il prolungamento del cantiere della Delizia estense di via Scandiana abbia come punto di ricaduta proprio febbraio-marzo dell’anno prossimo.


Sul resto della programmazione Sgarbi stende ancora un velo: «Sono presidente da... pochi minuti, solo adesso posso lavorare in veste ufficiale mentre i contatti in precedenza li tenevo come deputato di Ferrara e Vittorio Sgarbi. Nel giro di un mese e mezzo, comunque, potremo avere già un quadro più preciso».

Due cantieri. Bisogna vedere se, e in quale misura, i Diamanti saranno inseriti nella nuova programmazione. Nei giorni scorsi lo stesso Sgarbi e gli assessori Marco Gulinelli (Cultura) e Andrea Maggi (Lavori pubblici), assieme al direttore generale Sandro Mazzatorta e allo staff tecnico degli uffici comunali, hanno svolto due incontri con gli studi di progettazione Labics (Diamanti) e Abdr (Massari). È andato meglio il primo incontro, ha riconosciuto lo stesso Sgarbi: lo studio Labics, con il supporto del paesaggista Stefano Olivari, «ha presentato una soluzione per il collegamento delle due ali delle gallerie espositive che comprenderà anche l’intervento di valorizzazione dell’intero giardino retrostante» si legge n una nota del Comune. Si tratta di una passerella ad arco di materiale leggero, legno o rame, che supererà la progettata struttura semi-permanente che aveva suscitato le ire dello stesso Sgarbi e poi del Mibac. A questo punto il primo lotto dei lavori sarà allestito nel giugno 2020.

Più complicato trovare un’intesa sull’oggetto del contendere al Massari, cioè i nuovi volumi tecnici «che andrebbero a chiudere la vista sul giardino di due finestre», ribadisce Sgarbi, che ha chiesto modifiche di minore impatto. È stato quindi richiesto un «ulteriore approfondimento progettuale», ci si dovrà rivedere. Come sede espositiva, ha concluso il presidente di Ferrara Arte, «si valuterà Palazzo Bonacossi». —


BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI