Il giudice: non sospendo il vice prefetto e i due tecnici

Era stata chiesta la misura di interdizione dal loro ruolo  di funzionari, e non è stata accolta. I legali: soddisfatti  Asp e Comune ne prendano atto e rivedano l’affrettata decisione

FERRARA - «Tanto rumore per nulla», sintetizza l’avvocato Fabio Anselmo dando notizia della decisione del giudice Silvia Marini che ha bocciato le richieste di procura e finanza di sospendere dai loro ruoli di pubblici funzionari - misure cautelare perché indagati per abuso d’ufficio - il vice prefetto Vincenzo Martorano e i due tecnici Asp, Valentina Marzola e Alberto Dalfreddo. Il giudice non ha avuto dubbi: i controlli “telefonati” il giorno prima delle ispezioni nelle strutture di accoglienza fanno parte di una prassi decisa dagli alti vertici della prefettura, in un tavolo tecnico: del resto, Marzola e Dalfreddo, impiegati interinali e non dipendenti Asp, seguivano questo protocollo e telefonavano su indicazioni dei vertici degli enti coinvolti.

Lo ammette il viceprefetto Martorano, al telefono: «una certa policy c’è stata, disposta dal prefetto, soltanto il giorno prima possiamo comunicare agli interessati quali sono le strutture da visitare». Anche per il vice prefetto nessun rilievo, almeno da motivare la misura della sospensione. Viene sottolinea dal giudice la buona fede, il fatto che le prove d’accusa portate dalla procura (le intercettazioni) sono «suggestive» e «suscettibili di interpretazioni alternative alle accuse».

Il giudice poi sottolinea «il contesto emergenziale in cui gli indagati hanno agito» e soprattutto le regole che si sono evolute e cambiate dal 2017 in poi per queste strutture (i Cas, centri d’urgenza solo per accogliere i migranti in arrivo) sulla tenuta dei registri presenze, sui soldi erogati come servizio. «Non vi sono elementi di prova per dimostrare dolose e intenzionali violazioni degli indagati». «Siano soddisfatti della motivazione del giudice», spiegano i legali.

«Come avevo sottolineato - sottolinea Riccardo Venturi per la Marzola- si tratta di una impiegata interinale sulla quale è stata confermata la buona fede. Ora di questo dovrà prendere atto Asp e Comune di Ferrara». Gli fa da sponda Carmelo Marcello, difensore di Dalfreddo, soddisfatto anche lui: «Le valutazioni del giudice hanno accolto la nostra ricostruzione dei fatti, spiegati nell’interrogatorio che avevamo reso: ora sulla base dei motivi del giudice, auspichiamo che Asp e Comune rivedano la propria posizione che in modo affrettato avevano adottato (la sospensione, ndr) ancor prima della decisione del giudice».



Lo stesso vice prefetto, da quanto si apprende da fonti vicine a lui, si dice del tutto «sollevato», ribadendo che la sua posizione all’interno della prefettura era cambiata: nessun trasferimento, ma cambio di mansioni negli uffici. Lui stesso aveva chiesto e ottenuto, per ragioni di opportunità, un cambio con un latro dirigente: opererà nella protezione civile, restando nel suo ruolo di responsabile del settore elettorale. —

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