Il Ceo di Lyondellbasell: ricerca e produzione. Ferrara per noi è strategica

La multinazionale esplora nuove frontiere del riciclo meccanico e molecolare dei polimeri. Bob Patel in visita al petrolchimico: al Natta studiamo nuovi catalizzatori e nuove tecnologie 

FERRARA. Il riciclo meccanico dei polimeri, le tecnologie che promettono di riconvertire le molecole dei rifiuti plastici in materia prima, le bioplastiche prodotte a partire da materie prime rinnovabili. Lyondellbasell si attrezza per le sfide (e le insidie) di mercato prodotte da un’accresciuta attenzione alla sostenibilità, puntando forte sull’innovazione. Per il centro di ricerche Giulio Natta, nel petrolchimico cittadino, è una prospettiva d’oro, garanzia di impegno e lavoro. Ne abbiamo parlato con il Ceo della multinazionale, Bob Patel, a Ferrara per salutare Massimo Covezzi, presidente di Basell Poliolefine Italia, che va in pensione, visitare i laboratori ed incontrare i dipendenti.

Mr. Patel, temete ricadute negative dalla stretta all’uso della plastica che l’Europa sta mettendo in campo e da provvedimenti specifici come plastic tax di cui si discute in Italia?


«Credo che sia importante avere consapevolezza del valore delle plastiche nel portare avanti gli obiettivi di sostenibilità globale e sviluppare un’economica circolare. Per esempio, le plastiche aiutano a ridurre le emissioni grazie a veicoli più leggeri, mantengono i cibi freschi più a lungo riducendo gli sprechi alimentari, e garantiscono la sicurezza delle nostre forniture di acqua grazie a tubazioni di plastica durevoli e riciclabili. Quando si guarda alle plastiche in maniera complessiva, credo che sia corretto affermare che senza di loro, sarebbe molto più difficile raggiungere questi obiettivi. Ciò premesso, è indubbio che dobbiamo affrontare il problema dei rifiuti di plastica, in particolare il marine litter, in maniera collaborativa tra i governi, l’industria e le Associazioni Non Governative. Dal 2018 l’Unione Europea ha adottato misure significative per ridurre i rifiuti di plastica, incoraggiandone il riciclo. Queste misure dimostrano che l’Europa comprende il valore della plastica e vuole assicurarsi che non finisca negli oceani ma che venga, invece, correttamente raccolta e riciclata. E noi supportiamo questa strategia. In Italia l’industria della plastica collabora con associazioni quali Corepla e Conai, versando 450 milioni di euro all’anno di contributo per la gestione della raccolta differenziata. Crediamo che la risposta a questa sfida non sia di aggiungere nuove tasse che alla fine ricadono sui consumatori. Come azienda e industria, siamo attivamente impegnati nel trovare soluzioni concrete. Per esempio, a Ferrara, stiamo sviluppando una tecnologia di riciclo molecolare. Inoltre, siamo tra i membri fondatori dell’associazione Alliance to End Plastic Waste che ha l’obiettivo di aiutare a eliminare le plastiche dall’ambiente».



Qual è la politica e quali sono gli eventuali obiettivi di business sul tema del riciclo della plastica?

«LyondellBasell crede che la plastica abbia un valore che vada oltre il suo primo utilizzo. È uno dei motivi per cui lavoriamo attivamente da anni per trovare delle soluzioni innovative. Siamo coinvolti nel riciclo meccanico con Quality Circular Polymers (Qcp), la joint venture con Suez. Presso Qcp la plastica post-consumo viene trasformata in nuovi granuli di plastica da utilizzare in applicazioni che spaziano dagli elettrodomestici ai flaconi di detersivo e alle valigie. All’inizio di quest’anno abbiamo annunciato di aver prodotto con successo nuove bioplastiche derivanti al 100% da materie prime rinnovabili, come oli esausti e oli vegetali, che possono essere usate per realizzare imballaggi alimentari, giocattoli e arredamento. Inoltre, lo scorso mese abbiamo annunciato lo sviluppo della nostra ultima tecnologia MoReTec che utilizza un catalizzatore di proprietà di LyondellBasell nella conversione molecolare dei rifiuti di plastica post-consumo in materia prima per la produzione di nuove plastiche per tutte le applicazioni, inclusi gli articoli per uso alimentare e per il settore alimentare. Questi rifiuti, come per esempio le pellicole multistrato, sono tipicamente più difficili da riciclare».

Nella nostra città la chimica riveste un’importanza strategica nel tessuto produttivo ed economico della città, per cultura e tradizione. Che prospettive ci sono per il polo ferrarese di Lyondellbasell?

«Il Centro di Ricerche di LyondellBasell ha una lunga storia di innovazione. E questo è uno dei motivi per cui il sito di Ferrara è stato selezionato per la costruzione di un impianto pilota su piccola scala per il riciclo molecolare. Questo nuovo impianto, già in costruzione, contribuirà all’ulteriore sviluppo della tecnologia proprietaria MoReTec di LyondellBasell. Inoltre, di recente, è stata completata l’espansione di una nuova linea per la produzione di catalizzatori per la tecnologia Hyperzone PE, il cui nuovo impianto – unico al mondo – sarà avviato a breve a La Porte in Texas (USA). Questa tecnologia Hyperzone è stata sviluppata a Ferrara e permette ai clienti di usare meno materiale per la produzione di plastiche pur mantenendo la stessa durevolezza e resistenza. Ferrara continua a rimanere un sito strategico per LyondellBasell, una sede fondamentale per la sua capacità di far sviluppare e far nascere nuove tecnologie e per la produzione di nuovi catalizzatori che vengono esportati in tutto il mondo. Il punto di forza del sito è la sinergia tra ricerca e produzione».



Attualmente su cosa vi state concentando di innovativo nell’ambito della ricerca al centro Natta?

«Gli obiettivi del Centro Ricerche Giulio Natta rimangono invariati: studio di nuovi catalizzatori e nuove tecnologie grazie ai quali manteniamo la nostra competitività sul mercato. Il Centro Ricerche, in collaborazione con l’Istituto di Tecnologia tedesco Karlsruhe sta lavorando attivamente sullo sviluppo della nostra nuova tecnologia di riciclo molecolare, MoReTec. Stiamo anche costruendo un nuovo impianto pilota su piccola scala a Ferrara. Il Centro è stato inoltre determinante per lo sviluppo della nostra nuova tecnologia Hyperzone, basata su un processo tecnologico di proprietà di LyondellBasell e su un catalizzatore creato appositamente e sviluppato a Ferrara. Abbiamo poi costruito un impianto pilota presso il nostro centro di ricerca di Francoforte, in Germania, per testare la tecnologia, e abbiamo anche condotto test di prodotto e prove con i clienti presso il nostro centro di ricerca di Cincinnati, OH. Hyperzone è la prossima evoluzione della tecnologia del polietilene per l’industria delle materie plastiche. Ci permette di utilizzare meno materiale per creare lo stesso prodotto mantenendo la stessa alta qualità e durata. Il nuovo impianto, il primo del suo genere, avvierà la produzione presto a LaPorte, Texas (USA). In LyondellBasell, abbiamo una cultura dell’innovazione continua che ha portato a decenni di successi».

L’automotive sta segnando un po’il passo, quali sono invece i settori che stanno dando maggiori soddisfazioni?

«Il settore automobilistico sta subendo certamente una forte pressione a causa della “guerra dei dazi” e delle norme sulle emissioni in continua evoluzione. Nell’ultimo anno, abbiamo assistito a un certo rallentamento a livello globale nel settore automobilistico; tuttavia, riteniamo che questo abbia a che fare con questioni macroeconomiche che alla fine saranno risolte. Nel lungo termine, prevediamo una tendenza verso veicoli più efficienti e LyondellBasell è pronta a fornire soluzioni capaci di intercettare le nuove esigenze del mercato. E tutto ciò ha avuto inizio a Ferrara alla fine degli anni Settanta. È proprio qui che i nostri ricercatori hanno studiato e prodotto il primo paraurti in polipropilene. Da allora, il sito continua a studiare e produrre soluzioni innovative per il settore automotive aiutandolo a rimanere competitivo. Il futuro è sempre più orientato alla produzione di auto elettriche, cosa che non sarebbe possibile senza le caratteristiche di leggerezza dei componenti in plastica presenti nell’auto».

Come state vivendo questa guerra dei dazi tra America e Europa?

«LyondellBasell ha una base produttiva globale che serve sia i mercati industriali, come l’automobilistico, sia le esigenze di beni non-durevoli. Siamo ben posizionati per superare le difficoltà generate dal conflitto sui dazi e generare risultati solidi in tutti i cicli industriali». —

Cr.Fe.

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