Nonna uccisa a pugni mentre è al volante. L'aggressione per soldi, arrestato il nipote

La tragedia si consuma al semaforo di via Marconi, inutile la corsa all'ospedale. La donna aveva 71 anni, il giovane  che era al suo fianco 22

Ferrara, nonna assassinata: il racconto di testimoni e soccorritori

FERRARA. L’ha uccisa brutalmente, a pugni, picchiandola mentre lei era alla guida dell’auto, dal sedile passeggero. Lui, il nipote, Pier Paolo Alessio, 22 anni, che si trova in stato di fermo e durante la notte è stato interrogato dovrà spiegare il motivo di tanta brutalità con cui si è accanito sulla nonna, Maria Luisa Silvestri, 71 anni, che è arrivata senza vita all’ospedale Sant’Anna di Cona.

Ferrara, nipote uccide a pugni la nonna: parlano i testimoni

Un omicidio commesso alla prima periferia di Ferrara, tra via del Lavoro e via Marconi, nella serata di mercoledì e che ha avuto numerosi testimoni. Soprattutto grazie a loro, un carabiniere fuori servizio e altri automobilisti in transito, è stato possibile  bloccare il nipote prima che scappasse, lasciando agonizzante la nonna sull’auto ferma al semaforo in via Marconi, davanti alla Sala Bingo.

Al momento sono ancora tante le ombre sull’omicidio, che solo lui Pier Paolo Alessio potrà spiegare, se riuscirà a farlo agli inquirenti, i carabinieri del reparto investigativo e della compagnia di Ferrara e della pm di turno Barbara Cavallo. Il motivo? Dalla prima ipotesi, si tratterrebbe di un dissidio per ragioni legate ai soldi, che lui chiedeva alla nonna. Nonna e nipote abitavano insieme nella stessa casa in via Vallelunga 102, a Pontelagoscuro e il litigio potrebbe essere iniziato poco dopo la cena, forse al Mc Donald’s. Un litigio degenerato all’interno dell’auto, con brutalità, perchè lui era fuori controllo, ubriaco, visto che agli stessi carabinieri non ha saputo che biascicare poche parole.

Il primo “contatto” con la macchina su cui si trovavano, una Lancia Y 10 avviene proprio in via Marconi- via del Lavoro nei pressi del parcheggio del fast-food. I testimoni lanciano il primo allarme: «C’è un giovane che sta picchiando una persona anziana». Dietro di loro c’è un’altra auto, guidata dalla cognata di un carabiniere che abita nei pressi. La donna lo avvisa e poco dopo, lei stessa segue l’auto che andava a bassissima velocità (alla guida la nonna). L’auto guidata da Maria Luisa Silvestri raggiunge il semaforo di via Marconi, davanti alla sala Bingo. Qui, la stessa ragazza scende dall’auto, vede ancora che il nipote continua con brutalità e violenza a picchiare l’anziana.

La ragazza chiede aiuto, arrivano nel frattempo il carabiniere e altre persone che riescono a bloccare il nipote che stava scappando dopo essere sceso dall’auto. Il testimone gli dice: «Tu resti qui e se usi la forza io farò lo stesso». Dentro l’abitacolo la nonna è priva di sensi. Arrivano i sanitari del 118, tentano di rianimarla e la caricano in ambulanza ma la domna muore poco dopo l’arrivo a Cona. Intanto partono le prime indagini: gli accertamenti dei carabinieri, che ascoltano i testimoni, verificano gli spostamenti e la successione dei fatti. Lui, Pier Paolo Alessio, è ancora lì nell’auto dei carabinieri, è muto, assente. I militari lo portano in caserma e per lui poco dopo le 23.30 è iniziata la lunga notte: per spiegare come ha ucciso la nonna a botte, per una questione di denaro.