Ferrara, la priorità del comandante: «Polizia locale, subito il taser»

Claudio Rimondi, nuovo comandante della polizia locale di Ferrara

Per Rimondi pistola elettrica buona via di mezzo fra mani nude e armi da fuoco. Nei piani c’è la lotta al degrado in Gad. Le auto in centro? Sono bastati i controlli

FERRARA. «Ferrara avrà anche una criminalità inferiore alla media nazionale, e livelli di civiltà superiori alla media, ma si può sempre lavorare per ripristinare il meglio», diceva ieri il nuovo comandante della Polizia locale Claudio Rimondi tratteggiando le prime azioni che conta di mettere prossimamente in campo, per una maggiore sicurezza della città e per la lotta al degrado, specie in zona Gad. Per questo si sta lavorando alla costituzione del Nucleo Antidegrado, si sta ragionando sull’opportunità di portare anche nelle scuole i cani antidroga, e si punta alla modifica del Regolamento della polizia locale, che non servirà solo per inasprire multe, ma soprattutto per dotare la polizia del taser.

La pistola elettrica


«Fra le mani nude e le armi da fuoco – sottolineava Rimondi – quello che serve è quello che sta nel mezzo, anche uno spray urticante, e il taser. Perché opporsi ad uno strumento che mi evita colluttazioni e non ferisce nessuno? Non mi va di essere uno degli undici corpi in Italia disarmati. E mi auguro che le armi stiano in fondina ma quando esci devi avere quello che ti serve».

Ma sarà il Consiglio comunale a doversi esprimere sull’armamento; e si potrebbe ripartire dalla modifica di alcuni mesi fa al regolamento della polizia e approvata dalla precedente legislatura, che introduceva la sperimentazione del taser. Ma il comandante, al quale è stato chiesto «concretezza e presenza sul territorio», diceva il vicesindaco e assessore alla sicurezza Nicola Lodi, ha già risolto alcuni problemi, come quello del traffico corposo in zona Ztl: «Sono state necessarie due-tre pattuglie in corso Martiri – considerava Lodi – per risolvere il problema di una via che era diventata un’autostrada».

Ora però Rimondi dovrà occuparsi anche di altre questioni, della zona Gad in primis: «La sensazione è di avere a che fare con la criminalità organizzata – diceva Rimondi –, perché mi devo rassegnare a tutto questo come comandante? In Gad ho anche visto spacciare a mano – continuava Rimondi – un messaggio terribile. Ci si espone ad un alto rischio di essere arrestati e questo significa che si conta su una grande impunità».

Cani antidroga

Fondamentale a questo proposito sono le unità cinofile per il sequestro delle sostanze stupefacenti: «Non bisogna mollare la presa – ribadiva il comandante – Il crimine serpeggia infatti dove non c’è presenza dello Stato, della Provincia, o del Comune».

E i cani antidroga potrebbero in futuro entrare anche nelle scuole: «Sto valutando questa ipotesi – aggiungeva – Rimondi – sull’argomento c’è sempre stata riluttanza ma credo sia meglio una sanzione piuttosto che il verificarsi di fatti ben più gravi».

In vista c’è anche la costituzione del Nucleo Antidegrado, per il quale ci si sta attrezzando, e bisognerà pensare alla nuova caserma della polizia che dovrebbe essere pronta, annunciava Lodi, a fine giugno.

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