La nonna uccisa: picchiata a morte ha continuato a guidare

«Nonna e nipote erano fuori dall’auto, lui le sbatteva la testa contro lo sportello». Aggressione in tre atti: prima fermi in via del Lavoro, poi davanti al Mc Donald’s, infine bloccati dal Bingo. In questo modo i soccorsi sono stati depistati

Ferrara, nonna assassinata: il racconto di testimoni e soccorritori

FERRARA. Era agonizzante all’arrivo dei primi soccorritori, Maria Luisa Silvestri, l’anziana uccisa a pugni e botte dal nipote Pierpaolo Alessio: ma l’aggressione, dentro l’auto con il nipote, al semaforo davanti al Bingo di via Marconi cui avevano assistito i suoi soccorritori era solo e soltanto l’ultimo atto di violenza, brutalità che stava subendo da quasi 10 minuti, la sera di mercoledì, dopo le 21.30.

Nonna uccisa, il ritratto della vittima: una donna segnata dalle pene



Fatto agghiacciante. L’aggressione infatti era iniziata in altri due diversi punti, tra via del Lavoro e via Marconi, per intenderci tra la rotonda dell’ex Eridania e il parcheggio del Mc Donald’s. E particolare agghiacciante, la nonna nonostante fosse stata picchiata e massacrata di pugni, e con testate contro il montante dell’auto e altro, per ben due volte era risalita in macchina ed era ripartita, a bassa velocità, fino al semaforo davanti al Bingo, dove l’auto per inerzia andava avanti in folle.

Ferrara, nipote uccide a pugni la nonna: parlano i testimoni

Dove l’auto era stato bloccata dall’intervento di un carabiniere e di un automobilista di passaggio che avevano fermato il nipote che stava tentando di scappare.



La ricostruzione precisa e nelle tre fasi, è possibile grazie ai testimoni sentiti dai carabinieri e dalla viva voce della prima ragazza che li vede e ad una seconda che lancia l’allarme raccolto in un primo momento dalla Polizia.



Sono minuti concitati, quelli di mercoledì sera a cavallo del 21.30 e alla fine, ricostruendo il tutto, si può indicare con certezza che l’aggressione mortale era iniziata un chilometro prima, dopo la rotonda dell’ex Eridania, in via del Lavoro.



Qui la prima testimone, Angelica Minosa, li vede, con l’auto, la Lancia Y10, ferma con le spie lampeggianti accese: sono davanti al “mercatino dell’usato”. Lei arriva dalla curva e davanti ai fanali vede un giovane che sta picchiando una anziana: nonna e nipote sono entrambi giù dalla macchina.



Lui le prende i capelli da dietro e le sbatte violentemente la testa contro il montante dello sportello di guida, più volte. La ragazza alla guida di una Smart, lampeggia, tira giù il finestrino, gli urla. Passa con l’auto, ma fa inversione e torna indietro: prende la targa dell’auto e nel mentre chiama il cognato carabiniere che abita vicino. Ma quando torna indietro, dalla rotatoria dell’ex Eridania, l’auto, la Lancia Y10, non c’è più in quel punto.

Nel frattempo, però, un’altra testimone, una ragazza uscita dal Mc Donalds, guidando poi verso via del Lavoro vede la stessa scena, ma con la nonna a terra, e un giovane che la sta picchiando. Lancia l’allarme viene raccolto dal 113, la zona è di competenza della Polizia, in quel tratto.



La Volante non li trova. La Volante, poi, non troverà nulla, in quel punto. Perché la Y10 era già ripartita con alla guida nonna Luisa: che nonostante fosse stata brutalmente picchiata, rimonta in auto, e riparte. Intanto la ragazza sulla Smart, che li cercava, non vedendoli più nel punto in cui l’auto era ferma, li ritrova più avanti, davanti al ristorante cinese. Anche qui nonna e nipote sono fermi, e lui continua a picchiare, picchiare, e ancora picchiare.



Le auto che transitano fanno finta di nulla, sorpassano e se ne vanno: nessuno si ferma. Angelica sulla sua Smart, torna indietro di nuovo, e va a prendere il cognato carabiniere. Insieme arrivano sul punto in cui aveva visto la Y10 per la seconda volta: ma era ripartita, di nuovo, ancora con nonna Luisa alla guida. Lei e il carabiniere arrivati all’incrocio con via Modena, decidono di andar dritto e qui vedono l’auto andare a passo d’uomo, lenta lenta, per inerzia va avanti perché in folle (come la troveranno dopo). Mentre dentro il nipote continua a riversare sulla nonna alla guida brutalità e violenza.

Dietro la Lancia Y arriva la Smart con Angelica e il carabiniere. Arrivano dietro nonna e nipote, il carabiniere scende al volo, fa lo stesso la ragazza che inizia a chiedere aiuto, sbracciarsi: nessuno si fermerà se non il barbiere tunisino Imed Arfaoui. Il carabiniere scende, apre lo sportello del passeggero dove c’è Pierpaolo Alessio, e riesce a tirare il freno a mano, fermare l’auto. Arriva anche il barbiere tunisino, che prende in consegna il nipote, lo blocca. Mentre tutti controllano le condizioni della nonna: è agonizzante, rantola, ha il viso tumefatto, il naso frantumato. Non respira. È accasciata sul volante, cercano di stenderla, arrivano i soccorsi: la caricano e via verso di corsa a Cona. Dove arriverà morta. —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI