Ecco le Sardine che preparano l'invasione: civismo, impegno sociale e un po' di sinistra

Ferrara, sabato il movimento anti-Salvini sbarca in piazza Castello. Tra gli organizzatori la civica che ha rifiutato la lista Pd

FERRARA. Il 30 novembre, sabato, le Sardine invaderanno anche la “vasca” di piazza Castello e si potrà provare a contarle, anche se già nelle altre città dove si è riunito il branco sono uscite stime piuttosto difformi sulla dimensione delle manifestazioni. Il “tono” della piazza è atteso quanto i numeri dei partecipanti, dopo settimane di polemiche sulla natura del movimento nato a Bologna per contrapporsi alle adunate di Matteo Salvini per poi propagarsi come un incendio, oggetto di attacchi coordinati (shitstorm) sul web, tanto da oscurare per qualche ora la pagina Fb originaria,e molto temuto nel centrodestra come possibile fattore elettorale alle Regionali.
Le impronte digitali lasciate dagli organizzatori ferraresi sono chiare, e parlano di tanto civismo, sindacati studenteschi, associazioni di base e impegno politico di centrosinistra. L’indicazione, sia locale che nazionale, resta quella di non portare in piazza bandiere né simboli riconducibili ai partiti.
 

Profili.  Sulla pagina Fb dell’evento di sabato, “6.000 sardine, Ferrara si slega”, che oggi (27 novembre) è stata modificata ieri comparivano i nomi di Maurizio Tarantino, Arianna Poli, Martina Gagliardo, Ciro Zabini e Lorenzo Donnoli. Tarantino è bolognese, lavora in quel Teatro ed è stato tra i primi a lanciare la mobilitazione su Ferrara. In lista con Amelia Frascaroli-Vendola nel 2011 a Bologna, di recente sul web si è speso in favore del segretario dem Zingaretti. Poli è nota in città per aver guidato la scorsa primavera la lista di Coalizione civica in appoggio alla candidatura di Roberta Fusari, prendendo 157 preferenze.La studentessa agrigentina Gagliardo è vicepresidente provinciale di Rete universitaria attiva-Udu, il sindacato studentesco orientato a sinistra.

Ciro Zabini si è fatto conoscere in rete come videomaker che si contrapponeva alle dirette Fb del leghista Naomo
Lodi
. Donnoli, nelle numerose interviste rilasciate negli ultimi giorni a giornali e tv nazionali, si è definito lavoratore
precario, operatore di progetti sociali, e segue il leader nazionale Mattia Santori nel tenere nel mirino Salvini. Siamo abbondantemente al sotto dei trent’anni di media.

Pagine social. Oltre alla pagina dell’evento, c’è quella delle “Sardine Ferrara”, creata il 19 novembre, che si apre con Bella ciao e ha superato ampiamente gli ottomila membri. C’è stata nei giorni scorsi qualche polemica di sottofondo per la derivazione diretta da pagine riconducibili all’evoluzione di Coalizione civica, con appelli arrivati
da più parti a non contaminare il movimento con presenze organizzate di partiti o liste. Sta di fatto che le regole
create dagli organizzatori della pagina, estendibili a tutto il movimento ferrarese, sono rigorose quanto generiche: gentilezza e cortesia («i dibattiti sani sono giusti, ma è necessario sempre comportarsi con gentilezza»); nessuna attività di promozione o spam; nessuna attività di incitamento all'odio («non è consentita nessuna forma di bullismo e commenti umilianti relativi a razza, religione, cultura, orientamento sessuale, genere o identità»).

Le parole. Donnoli ha fatto in questi giorni un po’ da portavoce delle Sardine ferraresi, e il faro lo punta sul populismo: «Noi siamo il pericolo numero uno del populismo perché siamo l’antidoto del populismo. Noi alle
bugie e a un confronto che dovrebbe essere civile e invece è fatto di aggressività, rispondiamo chiedendo serietà, concretezza ma anche divertimento, ovvero l’opposto della paura». E ancora, «non è più accettabile questa marea di bugie e propaganda senza alcun controllo». È lui ad aver “annunciato” la presenza di Sardine anche ad Anversa, in Belgio, dove Salvini inconterà il partito di estrema destra fiammingo, Vlaams Belang. Prospettive? Dopo l’ondata di manifestazioni, dice Donnoli, «il messaggio diventerà ancora più potente e allora ne vedrete delle belle e potrete aspettarvi delle sorprese».

Per ora la misura della distanza dai partiti sta nella dichiarazione di Poli, che ha reso noto di aver rifiutato la proposta del segretario Pd, Minarelli, di candidarsi alla Regionali nella lista dem, «ad oggi non riesco a sentirmi rappresentata in alcun partito riconducibile all’area della sinistra moderata o radicale». Sabato sarà la piazza a dichiararsi. —
Stefano Ciervo
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