Pronto soccorso e 118 la “melina” di S. Anna e Asl

Il punto

L’azienda ospedaliera segnala una situazione di overbooking di afflussi al pronto soccorso di Cona e ricoveri in reparto e chiede all’Asl nuovi posti letto sul territorio.


L’azienda di via Cassoli risponde che sulle case di riposo la richiesta può essere, almeno parzialmente, accolta, non per i posti letto sanitari, che possono però essere aumentati nelle case di cura con un costo, entro fine anno, di 80mila euro. Ma la contesa tra le due aziende sanitarie non si esaurisce su questo versante.

Un tema rimasto finora sotto traccia ma che sta generando scintille nei rapporti tra Cona e via Cassoli è quello dell’impiego dei Medici dell’emergenza territoriale (Met). Agli albori del servizio 118 i medici al lavoro in pronto soccorso entravano anche nei turni dell 118. Questa organizzazione ha attraversato varie fasi, come lo spostamento della centrale operativa del 118 a Bologna (trasferimento nella città metropolitana per un gruppo di operatori e loro rientro a Ferrara), ma è diventata insufficiente negli anni della carenza degli specialisti. Buchi di organico che tutte le aziende sanitarie (Asl e Sant’Anna, comprese) stanno affrontando con affanno mentre i concorsi si fanno deserti e il personale esperto abbandona o va in pensione. La situazione si è complicata al punto che le due aziende da tempo stanno discutendo (ma è un eufemismo) per tentare di riorganizzare il servizio. Il Sant’Anna chiede all’Asl un drappello di medici Met per gestire l’automedica e far rientrare il suo personale esperto al pronto soccorso facendo tirare il fiato ai suoi operatori (ma non tutti sono felici di andare in ps a tempo pieno). Dall’altra parte l’Asl sta cercando di guadagnare un po’ di tempo, perché una parte del personale formato con corsi professionali (uno si è concluso mesi fa, uno si sta svolgendo in queste settimane) è ancora troppo fresco - così si dice nei meandri dell’azienda sanitaria - per andare in automedica e prendere in mano l’attività di soccorso all’esterno dell’ospedale. Una discrepanza che sta frenando il processo di integrazione tra le due aziende. Obiettivo sul quale i medici dell’Anaao si dicono da tempo scettici e critici. —

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