Cartella da 40mila euro: impresa rischia il salasso per l’errore del Comune di Ferrara

L’amministrazione chiese soldi per una legge non ancora in vigore. Lo sfasamento per i ritardi tra protocollo e ufficio, interviene il Tar 

FERRARA. Una storia paradossale. Che rischiava di costare ad una impresa di costruzioni decine di migliaia di euro non dovute e fa emergere come la pubblica amministrazione continui qua e là a muoversi con criteri affatto liberali, faccia prevalere l’interesse di chi riscuote le tasse sui diritti di chi le paga. È la storia della cartella da 40mila euro che il Comune ha emesso nell’agosto dello scorso anno nei confronti della Fg Costruzioni come contributo di costruzione per l’intervento edilizio che a partire dall’estate precedente stava trasformando una corte agricola di via Copparo in un complesso di sei unità abitative.

Il conto, esorbitante rispetto a cinquemila euro che l’azienda aveva messo in preventivo come spesa massima nel progetto con cui aveva chiesto un finanziamento in banca, proveniva dall’applicazione delle nuove norme regionali sugli interventi di restauro e di risanamento conservativo entrate in vigore il 1° luglio del 2017. Fino al giorno prima il contributo non era dovuto neppure per quegli interventi che prevedevano l’aumento di superficie calpestabile; a presentare le carte entro giugno avrebbe pagato poco o niente… Il paradosso è che l’azienda lo aveva fatto, scrupolosamente. La ricevuta del protocollo generale del Comune testimonia che consegno la Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) giusto giusto il 30 giugno.


Posta interna lenta

Perché, allora, a distanza di un anno quel conto salato? Il Comune ha giustificato i suoi atti spiegando di aver preso per buona non la data del protocollo, ma quella in cui la posta interna del municipio aveva effettivamente recapitato l’incartamento allo sportello unico per l’edilizia, cinque giorni dopo. E gli avvocati dell’ente hanno rincarato la dose, sostenendo che di fronte ad un’ambiguità normativa è stata scientemente applicata l’interpretazione più favorevole all’amministrazione. I giudici amministrativi li hanno freddati, prima sospendendo la richiesta di pagamento, adesso stralciandola.

Punto di partenza

L’effettiva ricezione della Scia da parte dello Sportello unico per l’edilizia può essere il momento d’avvio dei termini entro cui concludere il procedimento amministrativo e dunque per la formazione del silenzio assenso, ma non può certo finire per determinare se si applichi una normativa piuttosto che l’altra, per quello fa fede il timbro di ricezione del protocollo generale. «La trasmissione dell’istanza dal Protocollo generale allo Sportello Unico è adempimento rimesso totalmente all’organizzazione interna all’amministrazione, rispetto al quale l’istante non può incidere e dal quale pertanto egli non può essere pregiudicato», annotano i giudici di Bologna, giungendo alle conclusioni della sentenza che ha annullato il provvedimento. Spese di lite compensate tra il Comune e l’azienda. —

M.F.

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