Maledizione Idrovia. L’impresa è fallita e i lavori sono in ritardo

Edilnet in liquidazione, il ponte non è stato del tutto demolito. Secondo abbandono dopo il crac Cooperativa Costruzioni

OSTELLATO. La maledizione dell’Idrovia colpisce ancora. È fallita l’impresa, la Edilnet Soc.Coop. di Ravenna, impegnata a Ostellato nei lavori di adeguamento del Canale Navigabile per il passaggio dei natanti di V classe europea.

Di conseguenza si stanno verificando ritardi sul cronoprogramma di ultimazione delle opere, una “coda” dell’intervento che per piatto forte ha avuto la costruzione di un nuovo ponte, inaugurato in marzo.


In liquidazione

La messa in liquidazione della Edilnet risale alla fine di settembre. Questa ditta, che aveva il suo core business nella costruzione di fabbricati residenziali e non, con un fatturato 2018 pari a circa due milioni di euro, aveva assunto le redini del cantiere dalle mani del Consorzio nazionale cooperative di produzione e lavoro Ciro Menotti, di cui faceva parte. Il colosso ravennate nel 2016 si era aggiudicata l’appalto del valore economico di 8,4 milioni di euro, lanciato dalla Provincia. All’inizio di ottobre la Ciro Menotti ha provveduto a riassegnare l’opera a un’altra impresa consorziata, la Sicania di San Giovanni Gemini (Agrigento). Ma nei mesi precedenti di fatto il cantiere si era fermato.

«Eravamo andati in sospensiva – spiega Stefano Farina, il responsabile del settore lavori pubblici della Provincia – e fortunatamente siamo riusciti a tamponare il tutto con il subentro interno, altrimenti avrebbe dovuto procedere allo stato di consistenza dei lavori e fare una nuova gara d’appalto. Tutto si sarebbe allungato di un bel po’. Quanto manca alla fine dell’intervento? Circa 5-6 mesi».

Nel dettaglio, devono ancora terminare: la demolizione delle spalle del vecchio ponte, l’allargamento del canale, il completamento della nuova rampa che porta al cimitero per chi viene da Ostellato e il rifacimento della vecchia strada di accesso.

Il fallimento del 2015

A fine 2015 il cantiere era già stato segnato dal fallimento, ben più pesante in termini economici, della prima realtà assegnataria, la Cooperativa Costruzioni di Bologna. Da lì i primi ritardi, che si contava di aver messo nel cassetto dei ricordi. —