Guccini: dispiaciuto per la vittoria della Lega a Ferrara. Il sindaco Fabbri: le sue parole mi hanno fatto male

Il cantautore modenese: alle regionali, in Emilia Romagna, non vincerà perché qui la sinistra ha governato bene

FERRARA.  Il cantautore Francesco Guccini ha mal digerito il trionfo della Lega a Ferrara. Ha infatti dichiarato, in un'intervista al Corriere della Sera, di esserci «rimasto male» aggiungendo che «in fin dei conti pure il fascismo fu subito molto forte. Il fascismo ha molti modi di presentarsi. E' ovvio che non può essere quello di allora. Ma questa destra è feroce, cattiva. Una destra che ha chiesto pieni poteri. C'è un'anziana signora sopravvissuta ai campi di concentramento, come Liliana Segre, costretta a girare con la scorta».

Il cantautore modenese, da sempre legato alla sinistra, ha aggiunto che voterà Pd: «Non credo che in Emilia Romagna vincerà la Lega - la sua previsione - questa è una Regione governata bene. C'è un'ottima sanità e anche la scuola... Beh, quella lasciamola perdere, la scuola è un problema nazionale. Ma certi sondaggi, persone più addentro di me mi dicono che può andare bene».

Parole che non sono passate inosservate. Il sindaco leghista di Ferrara, Alan Fabbri, ha inviato una nota ai giornali: «Ho letto le parole di Francesco Guccini e, lo ammetto, mi hanno fatto male. E’ triste pensare che proprio lui, il poeta capace di guardare dentro alle cose, le abbia pronunciate sull’onda del pregiudizio, quello sì fomentatore di odio,  che in Italia il Pd cavalca quotidianamente contro la Lega. Probabilmente lo ha fatto senza leggere il nostro programma, senza comprendere fino in fondo quello che è accaduto a Ferrara negli ultimi anni e soprattutto, questo ne sono certo, le ha pronunciate senza prima confrontarsi con me, che ho il dovere e il grande onore di essere sindaco di tutti».

Il testo prosegue con un invito: «Francesco non mi conosce e, per questo, non sa delle mie origini contadine, del mio legame profondo con questa terra, del nonno partigiano che ha accompagnato la mia infanzia con i racconti della guerra e dei martiri e dei valori che mi ha trasmesso. E nemmeno può sapere quanto l’uomo che sono oggi è anche merito suo, della sua musica e delle sue  canzoni, che ho ascoltato per anni e che mi hanno formato. Per questo, prendo le sue parole come quelle di un nonno affettuoso che davanti ad una novità, come prima reazione, si tira indietro e la giudica male, senza conoscerla. Sono certo che se avessimo modo di confrontarci a viso aperto, Francesco potrebbe formarsi un’idea diversa, scoprendo che dove governa la Lega, a Ferrara come negli altri Comuni, non c’è nulla di violento e cattivo, ma anzi ci sono sindaci e assessori, impegnati ogni giorno per migliorare la vita quotidiana dei cittadini e per garantire i diritti e il bene comune, molto più di quello che è stato fatto negli ultimi anni dalle amministrazioni a guida Pd.Io sono sempre disponibile e spero di incontrare presto Francesco, magari per una chiacchierata davanti ad un bicchiere di vino, a Ferrara, nella sua Pavana o, se preferisce, a Bologna in una delle tante osterie di fuori porta".