Ferrara, dopo l’incidente il rap lo ha “salvato” dal silenzio: ora voglio incidere un disco

Elia Toselli

Elia Toselli. 28 anni, ha recuperato la parola grazie anche alla musica: dopo Sanremo giovani oggi canta al San Giorgio 

FERRARA. «So che sono diverso, ma so anche che sono prezioso». Elia Toselli, 28 anni, rapper originario di Sant’Agostino, canterà questa strofa assieme a tante altre di sua composizione, questo pomeriggio all’Unità operativa gravi cerebrolesioni dell’ospedale di Cona. La sua diversità è simile a quella dei pazienti che lo applaudiranno, perché Elia nel 2010 è stato coinvolto in un incidente stradale in cui ha riportato un grave trauma cranico, e da allora sta affrontando una lunga riabilitazione per recuperare appieno le capacità motorie e di linguaggio. In questi anni proprio la musica per lui è stata assieme terapia e ragione di vita, un tappeto magico che già lo ha fatto volare fino al palco di Sanremo giovani.

Il percorso


Elia è stato per molto tempo in coma, dopo l’incidente, «io e la sorella - racconta la madre Emanuela Bellini - gli sussurravamo all’orecchio le strofe di Fabri Fibra, il suo cantante preferito, la canzone s’intitola “Non crollo”. Mio padre era musicista, suonava in un’orchestra di liscio, ed Elia aveva cominciato a cantare e strimpellare ma solo con gli amici. Poi, quando si è risvegliato, è rimasto afasico e muto per diversi anni, finché le nostre strade non si sono incrociate con quelle di un musicoterapeuta, Francesco Cairo, che ci segue ancora oggi, ed Elia ha cominciato a scrivere».

Un impulso interiore, la necessità di scoprire nuove strade per comunicare, sono stati la spinta per mettere in rima le emozioni che gli crescevano dentro, comprese le più intime, e così sono state sfornati cinque pezzi, musicati da Cairo. Sono poi venuti quasi naturalmente le partecipazioni ai festival canori di paese, “San Carlo canta”, con un secondo e un terzo posto conquistati dai suoi rap, fino ad un altro incontro-chiave. Il tenore Alessandro Ferrieri lo nota e la propone per Sanremo giovani, la passerella delle migliori promesse della musica italiana. A Rimini, l’anno scorso, Elia ha avuto modo di presentare un suo brano, lì ha capito che la musica può portarlo lontano. «Ora sto pensando d’incidere un mio lavoro, qualche contatto c’è e spero per l’anno prossimo di poterci riuscire» racconta il giovane cantante.

Anche perché, come dice mamma Emanuela, «Elia ancora qualche problema nel parlare, ma quando canta non sbaglia una parola».

L’appuntamento

Oggi pomeriggio, a partire dalle 17, Elia Toselli si esibirà nella Sala soggiorno dell’Uop San Giorgio, di fronte solo a pazienti, ai loro familiari e agli operatori; ci sarà anche la madre, che racconterà brevemente il percorso di recupero del figlio e il ruolo che ha avuto in questo la famiglia. E la musica? «Con la musica si può rinascere, questo è il messaggio che vorrei portare in quest’occasione» dice lo stesso Elia. Per lui è stato così. —

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