La chiesa di San Domenico salvata dai crolli: in arrivo altri 2,5 milioni per il restauro

Intanto è stata firmata l’aggiudicazione dell’appalto per la ristrutturazione del monastero di San Giorgio, cantiere a breve

Ferrara, San Domenico al riparo dal pericolo crolli

FERRARA. Qualcosa si muove. Nel complesso panorama delle chiese ferraresi ancora chiuse per i grossi danni provocati dal sisma, c’è da registrare una buona notizia. Riguarda la chiesa che più di tutte ha subito lesioni dalle scosse, ma anche problemi per l’abbandono prolungato di oltre sette anni. È la chiesa di San Domenico in via Spadari.

Somma Urgenza

La basilica, che solo di recente è passata sotto la proprietà ministeriale del Fec (Fondo edifici per il culto), ha avuto in questi anni dei problemi di stabilità soprattutto nel tetto che hanno impresso un’accelerazione per la salvaguardia del bene monumentale. Il prefetto di Ferrara, Michele Campanaro, ha parlato ieri di interventi di «somma urgenza» per descrivere l’operazione che si è svolta da metà settembre a inizio dicembre nella chiesa.

La genesi

In sostanza, dopo il rovinoso crollo di una vasta porzione del tetto absidale e di una parte della sacrestia con canonica, oltre a numerose infiltrazioni in ogni angolo della chiesa, si è optato per intervenire urgentemente per evitare altri grossi problemi strutturali al monumentale edificio. È stato fatto lo scorso anno un decreto di sgombero per sicurezza nei confronti dell’ex rettore monsignor Fernando Mariotti e sono state avviate le pratiche per i lavori.



L’intervento

Con i primi 270mila euro messi sul piatto dal ministero, si è aperto il cantiere che ha messo in sicurezza la struttura. Come ha spiegato il responsabile dei lavori Keoma Ambrogio l’intervento è stato duplice. Uno di carattere architettonico, per sistemare il tetto della volta d’ingresso e sanare tutte le situazioni strutturali critiche della chiesa. Prima di procedere è stata fatta un’operazione generale di pulizia interna che ha portato a raccogliere 1,3 tonnellate di guano che in questi anni si erano depositate a terra e in tutte le superfici. Poi grazie anche al drone sono state individuate le aree più critiche del tetto per sistemare le coperture. Il secondo recupero ha riguardato le opere d’arte, molte delle quali di pregio, che sono rimaste seriamente compresse da umidità e muffa che si sono accumulate in questi lunghi anni d’oblio. Le tele, per un totale di 17, sono state smontate dagli alteri e portate al sicuro nei locali appositamente dotati di impianto d’allarme della chiesa di San Francesco, dove nei prossimi mesi verranno restaurate.

Come ha sottolineato il prefetto Campanaro, questa prima fase di intervento è stata particolarmente importante per salvaguardare l’esistente e impedire altri crolli. Adesso si tratta invece di passare alla fase successiva che prevede il vero e proprio recupero dell’edificio. Sul cronoprogramma di San Domenico ha parlato il direttore del segretariato regionale del ministero Corrado Azzolini che ha spiegato come il 2020 sarà l’anno del progetto esecutivo da presentare e che i lavori inizieranno nel 2021. Il ministero ha già stanziato la cifra per il recupero: 2,5 milioni, sicuramente uno degli interventi più importanti nelle chiese cittadine per la mole di interventi di salvaguardia non solo della basilica ma anche della sacrestia e dalla cappella Canani che ha un’importanza  storico-artistica rilevante.

San Giorgio

Un’altra buona notizia riguarda il recupero del monastero di San Giorgio. Proprio ieri ha detto il direttore regionale del Mibact, Corrado Azzolini, è stato firmato l’accordo per l’aggiudicazione dell’appalto alla ditta Leonardo, che già in questi anni aveva contribuito al recupero di Duomo (prima fase) e San Francesco. Un firma attesa da più di un anno che andrà a sanare le ferite che il sisma ha fatto al convento. La cifra dovrebbe attestarsi su 860mila euro. Il cantiere partirà a breve. —




 

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