Argenta, bocciato il ricorso di Curtarello. Il Tar: Baldini sindaco legittimo

Ballottaggio deciso per 35 voti, lo sconfitto puntava su 50 schede dubbie. L’accusa: scrutinio con errori a senso unico. Ma i giudici smontano la tesi

ARGENTA. È stato sonoramente bocciato il ricorso con cui Ottavio Curtarello chiedeva al Tar di invalidare il risultato del ballottaggio e di essere dichiarato eletto sindaco al posto di Andrea Baldini. Con trentacinque voti di differenza tra i due, le cinque schede contestate dai rappresentanti di lista in nessun caso avrebbero potuto rovesciare l’esito della votazione. Il conto è lampante e, volendo, sufficiente a fermar lì l’azione di Curtarello, ma i giudici hanno comunque voluto soppesare i suoi argomenti, concludendo che “il ricorso va dichiarato inammissibile e comunque infondato nel merito”.

Matita scarica. Il candidato leghista lamentava di essere vittima di una serie di irregolarità ai seggi, con gli scrutatori accusati di numerosi errori e a senso unico: voti per Curtarello annullati senza un valido motivo, schede per Baldini conteggiate sempre e comunque. La casistica portata a sostegno della sua tesi era vasta ed eterogenea, un lungo elenco di osservazioni che risparmiava solo le sezioni 7 e 8 (Campotto e Bando), compilato attraverso le testimonianze dei rappresentanti di lista del centrodestra che la notte dello spoglio avevano fatto mettere a verbale poco e niente, ma l’indomani, confrontandosi tra loro e con i candidati, avrebbero espresso dubbi sulla valutazione di numerose schede e la regolarità di alcune circostanze. Come quella, curiosa, della matita utilizzata per votare al seggio 6 del capoluogo: pare che scrivesse poco, “lasciava un segno così leggero da essere talvolta impercettibile”.

Bocciatura con spese. Dal seggio 1, dove un voto assegnato a Baldini è finito nel mirino perché la croce appariva troppo ricercata, più simile ad un asterisco, al 24 in cui sarebbe stata annullata anche una scheda che avrebbe espresso la chiara scelta per Curtarello, le schede portate all’attenzione dei giudici sono una cinquantina. Qualcuna per un “sì” scritto accanto al nome di Baldini, la gran parte con l’indicazione standard “scheda assegnata al Baldini che invece doveva essere annullata perché deteriorata e con evidenti segni di riconoscimento”, o di converso l’altrettanto ripetuta formula “scheda in cui era espressa in maniera evidente la volontà dell’elettore di assegnare il proprio voto al candidato Curtarello, ma considerata nulla”. “Il ricorrente – annotano i giudici in sentenza – neppure ha specificato per quali ragioni si dovrebbero condividere le sue conclusioni sulla validità delle schede annullate in suo danno, o sui voti assegnati al Baldini che a suo dire si sarebbero dovuti annullare”.

E la diversità di trattamento, lamentata? Non c’è una scheda votata uguale all’altra, i diversi casi non si possono paragonare tra loro, sostengono i giudici. Che hanno anche censurato la scelta di Curtarello di portare all’esame del Tar non i seggi nel loro complesso, tutte le schede dubbie ma solo quelle che avrebbero potuto dargli un vantaggio.

Il ricorso è stato bocciato. Curtarello condannato a pagare tremila euro a Baldini per le spese legali. —

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