«Preghi per l’anima di mio figlio Adriano». L’abbraccio a Ferrara tra la madre e l’arcivescovo

Morto dopo la laurea, commovente incontro in seminario. La donna a Perego: volevo ringraziarla per la vicinanza che ci ha dimostrato 

FERRARA. «Monsignore, preghi per l’anima di mio figlio». Grazia Maria Viceconti – la mamma di Adriano Bianco, il giovane morto la scorsa settimana a Ferrara dopo la sua festa di laurea – davanti al vescovo Gian Carlo Perego si è raccomandata alla preghiera e al tempo stesso ha ringraziato il capo della chiesa ferrarese per la bellissima e toccante lettera scritta in ricordo del figlio. Una lettera che è stata anche un monito alla città ad avere più sensibilità delle esigenze del nostro prossimo e soprattutto dei giovani che vengono da lontano, come il caso dello studente che si era laureato in Giurisprudenza.



La richiesta. Era un incontro a cui la donna, accompagnata da alcuni parenti tra cui la cugina Valeria Ielpo, ci teneva particolarmente a fare. Un desiderio che alla fine si è avverato grazie anche alla grande disponibilità di monsignor Perego che ha interrotto per alcuni minuti un importante incontro del clero diocesano in Seminario per andare a salutare e a portare, questa volta dal vivo, nuovamente conforto a mamma Grazia.

In seminario. È stato proprio un salone del Seminario di via Giuseppe Fabbri ieri mattina ad ospitare questo incontro che è stato davvero commovente. La donna era di ritorno dalla camera mortuaria dell’ospedale di Cona, per concludere le burocratiche formalità che seguono il decesso, prima di dare la sepoltura al defunto. Uno stato d’animo che deve essere a dir poco opprimente, raggelato ancora di più dalla neve che ieri mattina cadeva copiosa. Il dolore di una madre, la quale si è trovata improvvisamente senza un figlio, era ben percepibile e non solo guardando il viso sofferente di Grazia Maria. Quell’abbraccio con l’arcivescovo di Ferrara per lei ha significato tantissimo.



«Volevo ringraziarla di cuore - ha detto la mamma di Adriano a monsignor Perego - per le bellissime parole che ha scritta nella sua lettera alla città di Ferrara dedicate a mio figlio, per me sono state motivo di conforto, mi ha colpito la sensibilità che ha usato, l’affetto e la vicinanza che ha avuto in questa grande tragedia che ci ha colpiti. Adriano è morto poche ore dopo quello che era stato il giorno più bello per la nostra famiglia, dopo tanti sacrifici e sofferenze. Nelle sue parole, monsignore, ho trovato molto umanità soprattutto verso i nostri giovani, i nostri ragazzi».

Il vescovo si è fermato alcuni minuti per chiedere notizie delle famiglia, ribadendo la vicinanza e soprattutto assicurando il ricordo di Ariano nelle preghiere. Prima di partire la signora ha avuto ancora un ricordo di quello che è avvenuto una settimana prima.

«Pensi - ha detto - che una settimana fa proprio a quest’ora, alle 10 del mattino, ho appreso la drammatica notizia della morte di mio figlio. Era un momento dell’intervallo durante le lezioni, quando ho telefonato a un amico di Adriano per sapere come era andata la festa, visto che non avevo avuto ancora notizie di mio figlio. È stato allora che ho appreso la tremenda verità. Adesso so che devo farmi forza. Ma è dura». —