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Nuovo piano traffico, con i divieti in centro auto dirottate a est

Il traffico nell'asse di corso Martiri

Ferrara, l'unico impegno di mandato è l'interruzione dell'asse Cavour-Porta Po. Maxi zona pedonale ma non ci sono scadenze precise

Sono undici le nuova aree pedonali previste nel Piano urbano mobilità in approvazione lunedì in Consiglio comunale, ed è questo l’aspetto che ha colpito di più consiglieri e osservatori: l’incremento del 28% delle zone vietate ai veicoli, e l’inserimento di comparti come Voltapaletto-Savonarola-Cisterna del Follo, o anche Saraceno-Porta San Pietro-Quartieri, visibile nella mappa in alto, sono destinati a far discutere. Assieme a queste, anche l’ampliamento della ztl all’intero entromura e le opere infrastrutturali più importanti (nuovo sottopasso, “piccola U”, Gronda nord).

Non si tratta però di impegni che il sindaco Alan Fabbri e l’assessore alla Mobilità, Nicola Lodi, prendono l’impegno di realizzare direttamente. L’arco di mandato dell’attuale giunta, infatti, scade a ridosso dello step di medio periodo di realizzazione del piano, che cade nel 2025. E gli impegni da assolvere, per intero, sono quelli dello scenario di breve periodo, cioè entro il 2022. Per le zone pedonali, addirittura, non è indicato l’orizzonte temporale.


obiettivi minimi

Negli allegati messi a disposizione dei consiglieri nelle ultime ore sono elencati con una certa precisione i tempi di realizzazione degli interventi, che in un piano potenzialmente rivoluzionario come il Pums sono la vera cartina di tornasole. Si parte da uno scenario di saturazione per i flussi di traffico cittadino nord-sud, con 1.000 veicoli nell’ora di punta della mattina. Sono due gli interventi su cui si misureranno le intenzioni reali dell’amministrazione, perché vanno conclusi appunto entro il 2022. Il più impattante è l’attivazione di Low emission zone lungo gli assi Cavour-Giovecca e Porta Po-Porta Mare, che si traduce nel divieto di transito ai veicoli di categoria inferiore ai diesel Euro 4 e benzina euro 2, compresi interventi su via Ariosto e via Palestro. Questa misura ridurrà, c’è scritto nel piano, il flusso sui due assi, ma al contempo si prevede «un incremento dei flussi sulla viabilità perimetrale (via Caldirolo, via Gramicia), sia pure in assenza di «particolari criticità». Non a caso, però, Forza Italia ha già chiesto prudenza sulle Lez.

L’unico altro impegno a breve termine è una generica «revisione dell’estensione della Ztl nel centro storico».

I parcheggi d’interscambio (ex Mof, via del Lavoro, via Volano, Sant’Anna e Gramicia) compaiono solo in un secondo tempo, con scenario fino al 2025, assieme al ritocchi sull’accessibilità a via del Lavoro e all’estensione al benzina e diesel Euro 5 dei divieti sugli assi Cavour-Giovecca e Porta Po-Porta Mare. Solo con questo secondo step, tra l’altro, si raggiungerà un calo significativo della saturazione di questi transiti, nell’ordine di 200 veicoli l’ora in meno.

dieci anni

Orizzonte 2030 per tutte le opere più costose (nuove strade, parcheggi, sottopasso) e delicate, come l’ambiziosissima estensione all’intera cinta muraria della Ztl. Da notare che il Pums di Fabbri e Lodi rinvia a dieci anni anche la revisione della zona stazione, con l’area di sosta Kiss&ride che la precedente amministrazione aveva dato per imminente. In questo scenario sarà super caricato di traffico l’asse di via Bacchelli, che arriverebbe a 1.300 veicoli l’ora verso est.

Le zone pedonali? In ottica riduzione del traffico in centro incidono evidentemente poco, quindi non sono indicate tappe forzate. —

Stefano Ciervo

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