«La mobilità a Ferrara sarà stravolta»: arriva il piano approvato da tutti

Sì unanime in consiglio comunale al Pums presentato da Lodi, ora soldi e primi atti. Ciclabili Cona e via Bologna spostate, corsie bus in viale Cavour

FERRARA. «Questo Piano andrà a stravolgere la mobilità di Ferrara nei prossimi anni». Nicola Lodi, vicesindaco con delega specifica, ha riassunto così le conseguenze del Pums in approvazione ieri in Consiglio comunale, forse perché si capisse bene in aula cosa si sarebbe poi votato all’unanimità, 23 sì su 23 presenti. E in effetti le misure previste dal Pums, seppure in dieci anni, sono di grande impatto, dalla chiusura parziale degli assi Cavour-Porta Po attraverso le Low emission zone, all’ampliamento a tutto l’entromura della ztl, fino alle zone 30 e allo spostamento del traffico dal centro in zona est. All’atto pratico, come hanno sottolineato i consiglieri di opposizione, bisogna riempire i progetti di soldi per le infrastrutture e produrre atti concreti, a partire dal rispetto dell’attuale ztl “sforacchiata” da troppe auto. Qualche novità ulteriore rispetto a quanto esposto in commissione è arrivata soprattutto sulle linee bus 6 e 11 e ciclabili di Cona e via Bologna.

Obiettivi confermati


I tre obiettivi restano, nei dieci anni di validità del Pums, -20% dei flussi di traffico nel centro abitato, -40% di gas serra e -50% d’incidentalità stradale, attraverso la modifica delle abitudini di mobilità dei ferraresi in favore dei bus (dal 10 al 20%) e della bici (dal 20 al 30%), penalizzando le auto (dal 60 al 40%). Le ciclabili passeranno da 183 a 233 i chilometri di ciclabili, raggiungendo «tutte le frazioni, ci chiedono a Cona, Francolino, Focomorto, Baura», con le novità svelate da Lodi: la radiale per Cona parzialmente dirottata sull’asse parallelo a via Comacchio, che taglia via Fiaschetta, e quella di via Bologna che nel tratto Zandonai-Veneziani si sposterà nell’area verde. Per quanto riguarda le merci in centro, Lodi ha parlato di «rimodulazione del pricing per incentivare la flotta elettrica».

Per favorire il trasporto pubblico, di rilievo l’impegno a potenziale le linee 6 e 11, e attivare le priorità semaforiche con corsie riservate «in particolare in viale Cavour» ha rimarcato il vicesindaco, che si aspetta un contributo anche dal metro di superficie. Quanto alle Loz, il primo vero impegno del Comune in quanto nel piano ha come prima scadenza il 2022, confermato lo stop in mezzo agli assi di attraversamento della città dei veicoli di categoria inferiore ai diesel Euro 4 e benzina euro 2, con limiti sempre più stringenti.

Lotta al traffico?

Lodi ha riconosciuto che chi sabato protestava contro il traffico in corso Martiri lo faceva «giustamente, anche a me non piace cosa sta succedendo: vediamo alcuni comportamenti incivili, diversi artigiani, commercianti e anche invalidi hanno abusato». E su questo punto hanno insistito le opposizioni (nessun intervento della maggioranza), che pure hanno votato il Pums. «Bene i proponimenti, ma la gestione non funziona, lo vediamo in questi giorni con il traffico in centro - ha affondato Roberta Fusari (Ac) - Non bastano le multe, serve coinvolgimento e voi avete tagliato proprio l’Urban center». «Mezz’ora di parcheggio gratis è mobilità sostenibile?» si è chiesto Aldo Modonesi (Pd), mentre Tommaso Mantovani (M5s) ha richiamato responsabilità bipartisan, «c’è un parcheggio multipiano da 120 posti in zona medievale (Borgoricco, ndr) che produce gas di scarico a più non posso: chi lo ha autorizzato?».

Bene ma...

Proprio Modonesi, da ex assessore che ha lavorato al Pums poi ereditato dalla nuova giunta, si è tolto qualche sassolino: «Il sindaco Fabbri dopo l’adozione, a maggio, aveva definito il piano “calato dall’alto, un’occasione mancata”, mentre oggi il vicesindaco rende conto di due anni di lavoro, incontri con i cittadini, questionari... Avevate promesso modifiche dopo averlo bloccato per mesi, in 260 pagine ho contato 15 ritocchi. Non ci convince tra l’altro il terminal bus a est, soprattutto se sarà in via Gramicia». Fusari, pure lei ex assessore, ha parlato di piano «non tanto coraggioso nei tempi e negli obiettivi», ricordando le sollecitazioni della Regione. In particolare, «non possiamo accontentarci di limitare a 90 i morti in incidente stradale tra dieci anni, né ridurre così poco i gas serra o aspettare per le zone 30 in tutto l’entromura». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA