Rapina e violenza sessuale a Berra, due minori inviati in comunità

Il provvedimento di custodia cautelare emesso dalla procura di Bologna dopo due episodi avvenuti due mesi fa. I due adolescenti, di 15 e 16 anni, hanno costretto due coetanei a consegnare gli orecchini e hanno palpeggiato una ragazzina. Le indagini condotte dai carabinieri

COPPARO. Sono stati trasferiti in una comunità in seguito ad un provvedimento del giudice. Custodia cautelare per due minorenni, 16 anni e 15, residenti nel Comune di Riva del Po, accusati di rapina e violenza sessuale. Il provvedimento è stato eseguito ieri (19 dicembre) dai carabinieri della stazione di Berra (Ferrara), in collaborazione con i colleghi della stazione di Cologna Ferrarese, a conclusione di una indagine che ha richiesto tre mesi di lavoro agli inquirenti per risalire agli autori dei reati. 

A metà dello scorso settembre, secondo la ricostruzione dei carabinieri, a Berra era stato denunciato un episodio di rapina avvenuto in paese ai danni di due ragazzi di 14 anni. Le vittime avevano spiegato che mentre si trovavano nei pressi dei giardini pubblici di Berra erano stati avvicinati da due ragazzi, conosciuti solo di vista, che li avevano minacciati per farsi consegnare gli orecchini che indossavano. Per convincerli i rapinatori li avevano presi a pugni, impossessandosi anche di qualche spicciolo che i ragazzini possedevano nelle tasche dei pantaloni. A fine settembre l'indagine eseguita dagli operatori dell'Arma di Berra sono risaliti agli autori del reato e li hanno denunciati alla procura dei minori di Bologna.

Il 19 settembre scorso, sempre negli uffici della stazione Carabinieri di Berra, una ragazzina di 14 anni accompagnata dai genitori ha raccontato di essere stata vittima di palpeggiamenti da parte di due giovani, azione interrotta grazie alla repentina fuga dell'adolescente. Anche lei si trovava nei giardini di Berra. Gli elementi raccolti e l'incrocio dei dati hanno consentito agli inquirenti di individuare, sempre nei due minorenni già denunciati, i responsabili dell'aggressione.  La possibilità di reeterazione dei reati ha convinto il giudice ad allontanare i due dalle famiglie obbligandoli alla permanenza di una comunità per minori problematici.