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«Ho compiuto già 94 anni ma fisarmonica e ballo non li voglio ancora lasciare»

Il segreto per invecchiare bene, lo spiega Imer “Guido” Gulmini che con la moglie Zulema ha attraversato un secolo. Dall’attività a Codigoro al camping Mare e Pineta a ritmo di danza 

LA STORIA

A passi di valzer volteggia come Gene Kelly e Fred Astaire, anche se l’anno di nascita, ben impresso sulla patente di guida fresca di rinnovo, non mente: 1926. Imer Gulmini, da tutti conosciuto come Guido, è il ballerino più longevo di Codigoro: grazie alla passione per il ballo e per la musica sfoggia una forma smagliante.


«In tempo di guerra – ricorda Gulmini – c’era l’usanza, per i bambini, di girare con la fisarmonica di famiglia in spalla, per raggranellare qualche moneta. C’era tanta miseria e si cercava di prendere qualche spicciolo, suonando».

Nel 1933 il piccolo Imer, che vive ad Ariano Polesine, comincia a suonare la fisarmonica, accompagnando un musicista padovano che si sposta tra i cascinali di campagna a intonare serenate: «Questo signore mi disse che, se gli avessi consegnato la mancia – va avanti Gulmini –, lui mi avrebbe comprato una fisarmonica e così è stato. Quella fu la mia prima fisarmonica, a bottoni».

Il piccolo Imer ha la musica nel sangue e convince il padre a fargli prendere lezioni di pianoforte dal professor Tamoni, maestro di musica di Mezzogoro, una celebrità negli anni ’30: «Dopo qualche lezione, però – ricorda Gulmini –, mio padre mi proibì di continuare, perché in campagna c’era tanto da fare e io dovevo lavorare nei campi, come tutti gli altri della famiglia».

A 14 anni la prima svolta, perché l’attività di gelataio ambulante, intrapresa per un gioco fortuito del destino, consente a Imer Gulmini di affrancarsi dalla “sudditanza” familiare e intraprendere un nuovo lavoro, a contatto con la gente. La passione per la musica e per il ballo riaffiorano con prepotenza, tanto che l’ex-gelataio di Ariano Polesine ancora oggi si diletta a esibirsi tra polke, mazurke e valzer, concedendosi pomeriggi e serate in pista: «Ballo, ma suono anche le mie fisarmoniche, ne ho ben quattro – prosegue Guido –, e tutti i venerdì sera vado al Caprice a ballare sino a mezzanotte. Al sabato mi sposto al centro sociale e alla domenica, sia al pomeriggio sia alla sera, torno al Caprice. Mia moglie non balla più, va a giocare a tombola, ma insieme abbiamo vinto tante gare di liscio al Piccolo Bar di Porto Garibaldi».

Imer Gulmini e la moglie Zulema, di origine greca, insieme fanno la bellezza di 184 anni, ma asserire che non dimostrano l’età anagrafica è riduttivo. Zulema è una cuoca imbattibile e tira a lucido la casa senza ricorrere ad aiuti, mentre Imer quando non balla suona: «Ci siamo trasferiti insieme a Codigoro per aprire, a metà degli anni ’60, la prima gastronomia in paese – evidenzia Gulmini –, di fianco alla nostra abitazione. Poi Gardini ci ha voluti nel suo campeggio, il Mare e Pineta del Lido di Spina. In piena estate eravamo capaci di cuocere fino a 200 polli arrosto e 2 quintali di patate e, dopo tante ore di lavoro, fatto con passione, andavamo a ballare al Piccolo Bar».

Se mai ci fosse un elisir di lunga vita, Gulmini e la moglie Zulema sarebbero in grado di attestarlo, proprio in virtù della passione condivisa per il ballo, perché «se mi fermo – dice tra il serio e il faceto –, finisce la mia carriera di ballerino. Sono il più vecchio codigorese che si vede ancora passeggiare per il centro, giro in auto senza problemi, di giorno e di notte, e non ho nessuna intenzione d’invecchiare». —

Katia Romagnoli

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