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Altri migranti arrivati a Pontelagoscuro, trovata soluzione dopo il no di Ravalle

Trentasei giovani del Gambia, Nigeria e Senegal ospiti nell’ex hub: «Siamo qui da due giorni e ci troviamo bene»

FERRARA - Sono arrivati un paio di giorni fa, in sordina, senza clamori, polemiche, striscioni o barricate. I 35, anzi no 36 migranti, involontari protagonisti della polemica che lo scorso ottobre aveva infiammato la piccola frazione di Ravalle, si trovano ora nel residence di Pontelagoscuro destinato in passato a struttura di emergenza (l’Hub) per i profughi. Vengono dal Gambia, dalla Nigeria e dal Senegal, ma sono in Italia già da alcuni anni. «Prima eravamo a Medelana, poi a Consandolo», spiega un giovane in un italiano ancora un po’ stentato. «Qui ci hanno sistemati in stanze da due o da tre, ma ci sono ancora molte camere libere. Come ci troviamo? Bene. Il nostro futuro? Per il momento è qui».

La polemica


Un paio di mesi fa l’annunciato arrivo di un nuovo gruppo di migranti a Ravalle era diventato un caso politico. Esponenti del Pd come Tommaso Corradi e il segretario comunale Nicola Minelli erano intervenuti osservando che l’accoglienza di 35 persone avrebbe rappresentato un impatto eccessivo per una frazione di trecento abitanti.

La polemica aveva avuto ripercussioni anche nella Lega: in polemica con il vicesindaco Nicola Lodi, l’ex consigliere comunale del Carroccio Paolo Vezzani, ricordava a “Naomo” che solo qualche tempo prima avrebbe fatto le barricate, come a San Bartolomeo.

“Ravalle libera” e “Ravalle=Gorino” recitavano gli striscioni esposti al presidio di inizio novembre organizzato dai residenti, per nulla rassicurati dopo l’assemblea che si era tenuta una settimana prima. Poi, il silenzio.

Dei 35 migranti e della loro destinazione non si era più parlato. Fino a ieri, quando qualche residente di Pontelagoscuro ha notato gli ospiti nell’ex hub e ne ha dato notizia su Facebook con commenti al veleno: «Ringrazio quei politici che quattro anni fa erano andati a manifestare, mentre ora tutto va bene».

Pontelagoscuro è una frazione che conta circa seimila abitanti, una comunità più numerosa e più fornita di servizi rispetto a realtà come Ravalle, o le vicine Porporana e Casaglia. Sulla scelta hanno certamente pesato queste considerazioni, di certo la decisione è stata prudentemente assunta senza clamore e nel periodo ovattato delle festività di fine anno.

Ieri mattina il residence era immerso nel silenzio. Nessuna risposta suonando i campanelli degli uffici. “Inesistente” il numero di cellulare riportato sull’insegna della struttura. Dopo una pigiata “a strascico” dei pulsanti del citofono contrassegnati con il numero della camera, dal microfono emergono voci stupite. «Chi è?». Poi lo scatto dell’apertura e due paia di occhi che si sono affacciati dalla porta socchiusa con un enorme punto interrogativo sul volto: «Siamo arrivati l’altro ieri, siamo con la cooperativa “Un mondo di gioia” - hanno spiegato inizialmente guardinghi - Ci hanno sistemati qui, vedi? Fuori da ogni stanza ci sono i nostri nomi, e qui stiamo bene». —

Alessandra Mura

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