Sessanta imprese ferraresi con la “patente” di legalità

Le aziende che hanno aderito volontariamente al rating validato dall’Agcm. Trasparenza e buone pratiche per raggiungere il massimo delle tre stellette

FERRARA. Crescono le imprese ferraresi che hanno certificato il rating della qualità convalidato dall’Agcm, l’autorità garante per la concorrenza e il mercato. Le 24 aziende che nel 2017 avevano aderito volontariamente al rating sono diventate 60 nel 2019 e ben quattro - Copma, Cooperativa di Assistenza e Servizi Agricoli di Mesola, Coopser e Coop sociale Le Pagine - hanno ottenuto il “punteggio” massimo di tre stellette.

Stelle e segni più


Il rating infatti, destinato al momento a imprese con fatturato minimo di due milioni di euro, prevede riconoscimenti crescenti da una a tre stelle sulla base di precisi parametri. La rispondenza a determinati requisiti di buone pratiche comporta l’aggiunta di un segno più alla stella, e con tre segni più si acquisisce una stella ulteriore.

Molto vicine al rating massimo, in questo senso, sono Archos srl di Cento, la Cooperativa maiscoltori Basso Ferrarese di Codigoro, la Cooperativa sociale Girogirotondo di Comacchio e, tutte di Ferrara, la Echosid Ingegneria e Impianti, Ascom Servizi, Cna Ferrara Servizi e Informatica e La Valle Trasporti. Questo gruppo al momento ha conquistato due stelle e uno o due segni più, a un passo dunque dall’en plein.

Il requisito di base è, naturalmente, la piena legalità, ovvero l’assenza per titolari o amministratori di condanne e pendenze penali, a cui si aggiungono, tra l’altro, essere senza macchia sul fronte dell’antitrust, dell’anticorruzione, delle pratiche commerciali, dei pagamenti di imposte e tasse, non avere subito revoca di finanziamenti pubblici. Da qui in poi (1 stella) scattano, per così dire, gli “optional”, come l’adesione a protocolli di legalità, all’utilizzo di sistemi di tracciabilità dei pagamenti, essere iscritti agli elenchi di soggetti non coinvolti in tentativi di infiltrazione mafiosa o aver adottato modelli organizzativi di contrasto alla corruzione. Un “patentino” di onorabilità che oltre a essere un buon biglietto di presentazione per i clienti porta benefici nella valutazione del merito per la concessione di finanziamenti pubblici e bancari.

Le imprese

«Abbiamo deciso di aderire perché è una certificazione richiesta nelle gare d’appalto pubbliche - spiega i presidente di Copma Alberto Rodolfi - Siamo ovviamente soddisfatti di aver ottenuto il massimo riconoscimento, ma dovrebbe essere un obbligo per tutti. Del resto viviamo in un Paese in cui si avverte l’esigenza di certificare ciò che dovrebbe esistere di default. Noi abbiamo sempre lavorato con correttezza, e per chi ci conosce non è necessario guardare le stellette».

«La Cna Ferrara Servizi e Informatica - interviene il direttore provinciale di Cna Diego Benatti - è un’azienda con 140 dipendenti che si occupa di consulenza fiscale, amministrativa e gestionale alle imprese. Per noi era importante garantire la massima correttezza ed efficienza. Dobbiamo essere un esempio nei confronti delle nostre aziende associate e dare sicurezza sull’affidabilità delle nostre procedure. L’etica e la responsabilità sociale per noi sono valori aggiunti a cui teniamo molto». Le stesse associazioni di categoria, peraltro, da tempo chiedono di includere nel rating Agcm anche le imprese con fatturato inferiore ai due milioni. —

A.M.

© RIPRODUZIONE RISERVATA