Finanziare la ricerca Depurazione dell’acqua con il crowdfunding

Sulla piattaforma Unifeel di Unife ha quasi raggiunto un terzo dell’importo del primo step fissato per il sostegno della ricerca: 1.450 euro su 5.000. Il progetto si intitola “Beviamo sicuri: l’energia solare al servizio della decontaminazione delle acque” e punta a rendere più economiche, efficaci e sostenibili le attività deputate al rintraccio e all’eliminazione dei nuovi inquinanti. Il piano di crowdfunding promosso da Unife prevede altri tre possibili obiettivi se venisse superato il primo tetto indicato sulla piattaforma: 8mila euro, 10mila e 12mila. Il team di ricerca è formato da Donato Vincenzi, professore associato del Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra, da un gruppo di colleghi (i professori Stefano Caramori e Luisa Pasti) oltre ad iscritti a dottorato di ricerca, dottorandi e assegnisti (Micol Boschetti, Giulio Mangherini, Vito Cristino). «Esiste una tipologia di inquinanti, definiti microinquinanti emergenti, come antibiotici e droghe, non ancora normati ma presenti in tracce nei bacini idrici, il cui effetto è potenzialmente pericoloso per l’ambiente e per la salute umana in un futuro ormai prossimo», spiega la presentazione del progetto. Il team multidisciplinare si propone di sviluppare «un metodo di aggressione di questi nuovi inquinanti diverso rispetto alle attuali tecniche per la potabilizzazione dell’acqua. Il processo di purificazione avverrà senza l’intervento di agenti chimici, ma sfruttando materiali che una volta colpiti dalla radiazione solare e a contatto con l’acqua, generano molecole in grado di consentire una decontaminazione al 100% ecologicamente sostenibile». Unife ha brevettato la tecnologia, il traguardo ora è «consentire il trasferimento tecnologico dalla scala di laboratorio a quella pre-commerciale». –

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