Ilaria Cucchi denuncia i “Pinguini estensi". E il gruppo si "autosospende"

La sorella di Stefano e l’avvocato Anselmo hanno presentato querela contro una cinquantina di commentatori e contro gli amministratori. Sulla pagina non si possono creare post e mettere "mi piace", commentare e aggiungere membri

FERRARA. Quella pagina Facebook piena di commenti dal «contenuto profondamente offensivo e denso di odio e violenza», va «immediatamente oscurata», e i suoi amministratori accomunati con gli autori dei post processati per reati come istigazione a delinquere, apologia di reato e diffamazione. Il sito in questione è quello dei “Pinguini estensi”, nati da poche settimane in contrapposizione alle Sardine, e le richieste sono contenute in una querela presentata ieri alla Procura da Ilaria Cucchi, per mano dell’avvocato Fabio Anselmo.

La sorella di Stefano Cucchi, morto dopo le botte ricevute in una caserma dei carabinieri di Roma, cita infatti una lunga sequenza di post con accuse nei suoi confronti correlate proprio a quell’evento. «Oltre agli insulti gratuiti, molti di tali commenti seguono dei temi comuni ricorrenti, anche perché stimolati dagli stessi amministratori del gruppo Facebook, ovvero - scrive nella querela - che la sottoscritta specula economicamente sulla morte del fratello defunto, mentre quando era in vita non lo voleva nemmeno vedere». La pressione ha avuto già un primo effetto: la pagina Facebook non è reperibile con una semplice ricerca sul social, si è "oscurata" anche se di fatto resta operativa. Sulla pagina non si possono creare post e mettere "mi piace", commentare e aggiungere membri.

Trattandosi di un gruppo chiuso, spiega Cucchi, si conoscono grazie ai mezzi d’informazione solo alcuni stralci «che tuttavia sono ampiamente sufficienti a manifestare il loro contenuto, altamente diffamatorio». Si citano i post di almeno una cinquantina di username e i nomi degli amministratori del gruppo, che risulta avere quasi 5mila membri: Sergio Tracchi, Raffaella Breveglieri, Paola Romani, Alberto Ferretti, Arianna Pocaterra, Paolo Pennini, con Stefano Mezzetti, Stefano Giglioli e Meri Pezzolati come moderatori. Gli amministratori sono citati per non aver rimosso i post, con l’accusa di aver stimolato e istigato commenti diffamatori. S’ipotizza anche il reato di associazione a delinquere

Il Pd ha chiesto alla Lega di dissociarsi, ieri lo ha fatto anche Alberto Bova (lista Bonaccini) che parla di «attacchi disumani». —


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