Acer: nel 2020 tre milioni in più Saranno recuperati 400 alloggi

Il direttore Carrara: grazie al fondo straordinario potremo investire quasi 8 milioni In lista d’attesa circa 2mila nuclei. Cala la quota assegnata a cittadini stranieri

Sono 4mila gli alloggi popolari in manutenzione in Emilia Romagna su un patrimonio di 55mila. Un tema che ha animato un aspro botta e risposta fra il candidato alla presidenza della Regione, Stefano Bonaccini, e la candidata del centrodestra Lucia Borgonzoni, affiancata da una dichiarazione del leader della Lega Matteo Salvini. «Faremo un Piano casa come non se ne vedevano da decenni», ha annunciato il primo. «Il Pd di Bonaccini si preoccupa di destinare agli immigrati i beni confiscati alle mafie», la risposta di Salvini.

Il Patrimonio


In provincia su 6.700 alloggi amministrati dall’Azienda Casa Emilia Romagna (Acer), quelli in manutenzione o da recuperare per poter essere affittati sono circa 650. «È importante che l’argomento sia stato sollevato - commenta il direttore Acer, Diego Carrara - perché da tempo si avverte l’esigenza di immettere risorse straordinarie in un settore che da una parte contrasta il disagio economico delle famiglie, ancora presente e visibile dopo dieci anni di crisi, e dall’altra è un volano per l’economia. Federcasa ha stimato che in Italia servono almeno altri 300mila alloggi di Edilizia residenziale pubblica (Erp)».

Il 2020, anno del centenario dell’Acer, ha portato a Ferrara e provincia un portafogli più ricco che in passato sul fronte delle risorse pubbliche da investire nel settore.

«Abbiamo provveduto al recupero di residui mai spesi - spiega Carrara - e il fondo che avremo a disposizione è ragguardevole: circa 3milioni di euro in più rispetto al valore ricavabile per questi investimenti dal bilancio ordinario (4.6 milioni). In totale, se quei 3 milioni riuscissimo a spenderli tutti quest’anno, potremo contare su quasi 8 milioni».

In provincia sono 2mila i nuclei familiari in attesa di un alloggio popolare, in tutta la regione sono fra i 20 e i 25 mila - calcola Carrara - Con le somme spendibili nel 2020 potrebbero essere sfruttati altri 350-400 alloggi (un centinaio in più che in passato) oggi indisponibili, oltre a garantire una quota di manutenzioni anch’essa in crescita.

La riqualificazione delle case popolari è spesso costosa: anche 25-30mila euro ad appartamento, perché spesso si tratta di alloggi occupati per decenni dalla stessa famiglia e quando vengono liberati necessitano di una profonda ristrutturazione. Oggi nelle case Erp, in provincia, vivono circa 12.500 persone. Grazie a un piano straordinario di interventi finanziato dalla Regione con 1,5 milioni di euro è stato possibile, aggiunge il direttore Acer, eliminare le barriere architettoniche in una parte del patrimonio installando ad esempio, gli ascensori.

L’appello

I problemi comunque non mancano. La morosità si mantiene stabile, attorno al 7-10%, e costa ogni anno ad Acer circa 800mila euro, che si vanno a cumulare con le somme non pagate negli anni precedenti (di cui un 60%, però, rientra nel tempo nelle casse dell’ente, grazie a politiche di recupero crediti).

Nel 2018 circa 800 alloggi Erp erano affittati a stranieri (700 a cittadini extracomunitari, 91 a comunitari), pari a circa il 14% della disponibilità, un dato che è calato al 13% nel 2019. Potrebbero essere i primi effetti dei nuovi regolamenti comunali che hanno introdotto il requisito della residenzialità.

Carrara lancia un appello che - dice - è già stato in parte raccolto: «Abbiamo chiesto ai Comuni - rimarca - di riservare annualmente una quota del proprio bilancio alla manutenzione dell’edilizia pubblica, beni che gli enti ci conferiscono in gestione. Una scelta che consentirà di elevare ogni anno il numero degli alloggi recuperati, con beneficio di chi è in lista d’attesa». Ultimo particolare. «Acer - conclude Carrara - si sta avvicinando al modello dell’Agenzia Urbana: oggi gestisce anche edilizia sociale e studentati (tipo ex PalaSpecchi), bandi del Fondo sociale, strutture condominiali e persino progettazioni di riqualificazioni urbanistiche, come viale Carducci a Lido Estensi». —

Gi.Ca.

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