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Morto a un mese a Formignana, si indaga sulla circoncisione

Il piccolo Herbert e i suoi genitori, papà Yeboua e mamma Esther Koaukou

Il piccolo si è spento lo scorso 7 settembre. Era gravemente malato, ma pochi giorni prima era stato “operato” in casa

FORMIGNANA. I genitori del piccolo Herbert Koaukou, morto l’8 settembre a Formignana mentre era nella sua culla quando non aveva nemmeno compiuto un mese di vita, sono indagati per omicidio colposo. Indagata anche una donna ghanese di 46 anni residente a Modena, chiamata spesso per circoncidere i neonati e che è stata chiamata ed ha “operato” anche il neonato. Indagati, per atto dovuto, anche i medici che avevano in cura la mamma durante la gravidanza e il piccolo dopo la nascita.

I fatti

Il neonato è morto nella notte tra il 7 e l’8 settembre, a meno di un mese di vita del bambino, colpendo non solo i suoi genitori (Yeboua e la moglie Esther) e fratelli, la famiglia nigeriana Yeboua ma anche tutta la comunità di Formignana.

Formignana, toccante addio al piccolo Herbert


Sembrava un decesso dovuto a cause naturali, anche se non chiare, ma la Procura di Ferrara ha voluto vedere a fondo. Nel corso di indagini è emerso che il piccolo Herbert era stato sottoposto a circoncisione poco prima di star male e morire. A praticare l’incisione è stata proprio una “praticona” ghanese molto conosciuta nell’ambiente. Residente a Modena città, è arrivata a Formignana pare proprio su chiamata dei genitori che avevano avuto il suo nome da conoscenti. Per questo anche loro oggi sono indagati con lei per omicidio colposo.

La relazione

Proprio ieri è stata depositata la relazione del medico legale conseguente l’autopsia chiesta dalla Procura per chiarire le cause del decesso. E da una prima lettura le conclusioni del medico consulente indicano proprio nella morte per cause naturali il motivo del decesso di Herbert; non un dissanguamento da circoncisione. Resta da chiarire se queste cause naturali sono o non sono collegate alla circoncisione,praticata dalla “esperta” 46enne di Modena.

Il bimbo si era già sentito male alle 7 di sera e piangeva ininterrottamente nonostante gli fosse dato il latte, ma il peggio è arrivato dopo. Alle 2. 47 il padre ha chiamato il 118 perché il figlio faticava a respirare. Arrivate alla loro abitazione automedica e autoambulanza, per lunghi minuti il corpicino del bimbo è stato sottoposto alle pratiche di rianimazione cardiopolmonare. Ma alla fine i medici si sono arresi. La famiglia Koaukou è difesa dall’avvocato Sauro Frignani: «I genitori sono sconvolti - ha detto l’avvocato -. Le indagini fanno il loro corso, però le cause della morte sembrerebbero naturali, legate a particolari patologie di cui soffriva il piccolo fin dalla nascita». —

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