Novità case popolari a Ferrara: punti a residenti storici, immigrati “alla porta”

Le case Acer in via Grosoli

Peso rilevante agli anni in città. Stranieri, ostacoli altissimi Fabbri: aiutati anziani e disabili. Dubbi e critiche del Sunia 

FERRARA. Nei giorni in cui si parla molto della casa popolare del vicesindaco Nicola Lodi (lo ha fatto anche il governatore ricandidato Stefano Bonaccini), la giunta di Alan Fabbri vara il nuovo regolamento, che mette in pratica il principio “prima i ferraresi”, sul modello Bondeno, penalizzando, nelle simulazioni degli uffici, in particolare gli immigrati, ma anche chi ha debiti con il Comune o rinuncia anche una sola volta.

Il nuovo meccanismo


Non vengono modificate le condizioni di punteggio, che dipenderanno sempre da disagio economico, sociale ed abitativo, ma l’entità dei punteggi. La prima novità è l’assegnazione di 0,5 punti per ogni anno di residenza nel comune, senza limiti di accumulo: già questa misura dovrebbe modificare in modo significativo la graduatoria, facendo salire appunto le famiglie ferraresi di più lunga residenzialità visto che con 30 punti attualmente si entra. È stato inoltre creato un punteggio anche per i nuclei più ristretti, come quelli a 3 componenti, e per genitori separati che abbiano l’affido anche condiviso dei figli. Per le giovani coppie il limite di età è stato innalzato a 40 anni, e vengono incentivate quelle che accettano di abitare in territori periferici. Ulteriori punti con disabili a carico.

La rinuncia ad un alloggio non sarà più consentita, «salvo i casi accertati» dice l’assessore Cristina Coletti, pena la cancellazione dalla graduatoria, mentre saranno tolti 0,05 punti ai debitori dell’amministrazione. La misura più drastica è l’obbligo da parte degli immigrati di ottenere una certificazione dalla propria ambasciata sulla mancanza di immobili di proprietà in patria.

Viene infine annunciato, con un provvedimento ad hoc, una graduatoria speciale dedicata ai padri separati «e magari deve adempiere agli obblighi economici verso la famiglia e i figli, trovandosi temporaneamente in difficoltà economica» conclude l’assessore.

Sindaco & sindacati

Alan Fabbri dice che le novità beneficeranno, «grazie alla revisione di ulteriori parametri, soprattutto di anziani, genitori single e famiglie con disabili a carico e cioè quei nuclei che, molto spesso, fino ad oggi si sono visti superare in graduatoria dalle famiglie d’immigrati, magari sul territorio da pochi anni. Al buonismo del Pd sostituiamo il buon senso». E arrivano gli applausi dell’assessore Alessandro Balboni (FdI).

Dubbi da Maurizio Ravani (Sunia), «non è detto che la residenzialità storica premi i ferraresi, vi sono altri soggetti (i rom, ndr) con queste caratteristiche. Si vuole escludere totalmente gli immigrati, perché abbiamo verificato che è praticamente impossibile ottenere certi documenti dai catasti africani». Dei 7-800 in lista d’attesa in città, oltre la metà sono immigrati, in particolare nelle prime posizioni. —

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