Ferrara, stretta sul porto d’armi in questura e prefettura: delle 52 richieste nel 2019 la Polizia ne boccia 48

E parte una campagna di informazione sui medici di base per il rilascio dei certficati necessari a chiedere le licenze per usare le armi

Ogni anno i controlli, le verifiche per il rilascio ex novo o il rinnovo dei porto d’armi in scadenza dopo i 5 anni canonici. E ogni anno la stangata: solo nel 2019, erano state 52 le richieste all’Ufficio Armi della questura che dopo rigorosi controlli ha deciso di bocciarne 48, accogliendo solo 4 pratiche.

Un dato che deve far riflettere, spiegano dalla Questura i dirigenti della PolAmministrativa, Emanuela Napoli e Andrea Trombetta, e che rappresenta la sintesi di una attenta attività che ora avrà anche una accelerazione con la campagna di informazione che verrà fatta a tappeto dalla Polizia Amministrativa sui medici: un modo per evitare il rilascio di certificati, quelli sanitari che servono per accertare le condizioni psicofisiche della persona che richiede il porto d’armi. Perché i certificati del medico di base sono quelli che poi vengono vagliati a sua volta dalla Asl e che spesso inducono in errore chi attesta la idoneità.


Dalla questura ricordano un caso limite: un anziano, invalido al 75%, con una patologia debilitante importante, era stato dichiarato idoneo e aveva ottenuto il rinnovo del porto d’armi nonostante questa patologia inneschi tremore agli arti e allucinazioni per via dei farmaci assunti. Tutto questo è stato scoperto per caso, dopo la avvenuta idoneità. E dopo l’attività investigativa della Polizia, ora il medico curante - nel tempo stesso in cui rilasciava il certificato medico di idoneità psicofisica, prescriveva farmaci contro quel tremore - risulta denunciato alla procura che dovrà fare ora le proprie valutazioni.

Da qui la necessità della campagna di informazione sui medici: «Ribadiamo che in tutta la provincia abbiamo 6. 000 persone che tra difesa personale o porto d’armi per uso sportivo o caccia hanno la licenza. I nostri controlli sono rigorosissimi e così di tutte le forze dell’ordine impegnate nei controlli», spiegano i dirigenti. «La Polizia amministrativa non è un ufficio burocratico, ma dobbiamo prestare la massima attenzione a quello che è prevenzione e valutare l’affidabilità di chi potrebbe detenere un’arma ed esserne il possessore». Ad esempio, chiude la Napoli «anche chi eredita da un parente o qualsiasi altra persona un’arma, deve sottostare alle regole, presentare subito la denuncia e se vuole chiedere il rilascio del titolo di detenzione di questa arma». Altra informazione, è quella rivolta a chi chiede di farne un uso sportivo e per lo svolgimento della caccia: «potranno farne uso solo in quei determinati contesti». –

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