Contenuto riservato agli abbonati

Lavoro in cambio di dimissioni,  Zamorani va in procura dai magistrati: «Valutino se Solaroli ha violato la legge»

Il candidato di +Europa ha presentato un esposto in cui si ipotizza la tentata concussione tra i reati che si chiede di verificare 

FERRARA. Tentata concussione o induzione indebita a dare o promettere utilità. O, in subordine, millantato credito.

Nel suo esposto, presentato ieri mattina in procura, il candidato al consiglio regionale per +Europa Mario Zamorani chiede alla magistratura di verificare se il consigliere leghista Stefano Solaroli sia incorso in uno di questi reati offrendo alla (ora ex) compagna di partito Anna Ferraresi un impiego municipale (o ritenuto tale) in cambio delle sue dimissioni da consigliera comunale. Zamorani chiede all’autorità giudiziaria di acquisire l’ormai famoso audio registrato dalla stessa Ferraresi, nel corso del quale Solaroli tira in ballo anche il vicesindaco Nicola Lodi e il sindaco Alan Fabbri affermando che entrambi erano a conoscenza e d’accordo circa la proposta. Offerta che venne poi rifiutata dalla Ferraresi come dimostrato da uno scambio di messaggi via whatsapp con lo stesso Solaroli il giorno successivo.


Da qui la richiesta di Zamorani alla magistratura di valutare anche l’eventuale coinvolgimento di Lodi e Fabbri nei fatti contestati.

Nel complesso, osserva il consigliere, il caso Solaroli è una vicenda che configura anche un danno di immagine all’amministrazione estense, compromessa di fronte alla pubblica opinione nazionale nei suoi doveri di imparzialità e di buon governo. Anche perché Solaroli, prosegue, dimostra di essere consapevole di commettere una violazione, o quantomeno una mossa politicamente compromettente. Nell’audio ampiamente diffuso dai media il consigliere del Carroccio avverte la Ferraresi: “se lo sputi io mi brucio”, invitandola poi a comunicare con più discrezione tramite mail. In ogni caso, tutti atteggiamenti che mostrano una pressione a dimettersi, con la lusinga di un posto di lavoro che, peraltro, né il Comune né tantomeno Solaroli poteva assicurarle. Incorrendo quindi, si ipotizza nell’esposto, nel reato di millantato credito.

«A caldo, subito dopo aver ascoltato quell’audio, ho pensato che si trattasse di un illecito - osserva Zamorani - Ma non sta a me stabilirlo; per questo assistito dall’avvocato Pasquale Longobucco ho presentato l’esposto in procura perché la magistratura confermi o escluda certe ipotesi di reato». —

A.M.

© RIPRODUZIONE RISERVATA